NUOVA ERA.

Cari amici benvenuti ...

questo forum ,nasce come momento di confronto ,in uno spazio libero in cui ognuno possa esprimersi al meglio, secondo ciò che sente .
Nei forum in genere la figura del moderatore se da un lato evita eccessi e conflitti , dall'altra rischia di esautorare alcune modalità di relazione , nella loro più realistica anche se a volte cruda e rozza dinamica di interazione.

Con ciò non si vuole però giustificare scontro , violenza ed offesa ,ma solo evidenziare che nel confronto un certo grado di conflittualità pare sia quasi fisiologica ed inevitabile , e che imparare da se stessi , evitando di cadere in una spirale di reazioni di attacco e difesa è un'arte imprescindibile , come basilare presupposto di una concreta maturità personale.

Nella speranza che questo forum rimanga un'isola sperimentale , autogestita ed automoderata ,proponiamo alcune linee guida che magari potrebbero garantirne un certo successo, le potete approfondire qui :

http://nuovaera.forumattivo.it/t2-16-dicembre-2010-nasce-questo-nuovo-spazio-di-condivisione-premesse

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Idee, visioni, emozioni, sentimenti e sentieri a confronto.


    Considerazioni sulla funzione del male.

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    ahmad46

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    Messaggio Da ahmad46 il Dom Feb 20 2011, 16:13

    Ho scritto la seguente lettera ad una amica di Roma ed ho pensato che possa interessarvi.

    "Seguendo un suggerimento indiretto di Kant, questa mattina, dopo averti mandato degli sms, mi sono messo a camminare per le vie di Verona, rese allegre ma un po' medievali,

    da non so quale corsa di giovani e meno, variopinti nel loro costume, e discinti.


    Stavo pensando ad un vecchio problema ermeneutico riguardo al Vangeli. Di quello restava il senso ma sfuggiva il diretto riferimento testuale. I altri termini mancava

    l'autore e il versetto da citare. Al solito e senza alcun pudore qualsiasi passante era interrogato, Socrate docet. E nessuno, dico nessuno, dei cristiani (n.d.a.) sapeva di un detto del Cristo.


    Dopo essermi seduto, irrisolto il nodo nella mente, poi mi levo, cammino, ed incontro un avvocato, conosciuto dai tempi in cui suonavo e mio fan, al quale rivolgo il quesito.


    Magia! appena l'ho lasciato è venuta la soluzione. Era Lc 17, 1-2, quando la 'Stella nel cielo di Dio' ha trattato lo scandalo ai puri, dello scandalo ai bimbi, ed aggiunse che invece era meglio una macina al collo e gettati nel mare.


    Perché, mi chiedevo da allora - si parla di anni - nelle Sacre Scrtture era detto che certe cose era necessario accadessero ma guai a chi le compie? Era un sadico gioco del Supposto Divino?


    E smisi, pertanto, di supporre.


    Stamani ho risolto! Scandalizzato dai grandi scienziati ambiziosi di essere 'primi'

    ho capito che quello è i solo modo di avanzare, o far avanzare, la civiltà del progresso.


    Ma è solo il loro ruolo, come personaggi di questa Commedia. La realtà è che non dobbiamo, se evoluti, competere agguerriti col vicino. E' in noi la sconfitta della natura animale; siamo noi che dobbiamo superarci, da soli- è il 'lì si parrà la tua nobilitate' -.


    Per questo è un assurdo logico la guerra. la competizione, il raggiro al fine di ottenere. E poi la competizione perversa, l'inganno, la stessa menzogna.


    L'unico vero nemico è noi stessi, è dentro noi stessi, la nostra natura 'inferiore', animale, ferina ed anche di pecora, o-vile.


    E', quindi, necessario che il Gregge competa come i 'variopinti' di corsa per primi arrivare intorno ai Quanta. Ma l'Uomo dev'essere divino, e quindi collabori.

    Il 'male' è necessario, ma è la sua soluzione

    che ci rende Clementi.


    P.S.

    Forse avevo già raggiunta la tessera

    e il puzzle che mancava, dove inserirla.

    Insomma il concetto di organismo."

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    Re: Considerazioni sulla funzione del male.

    Messaggio Da ahmad46 il Dom Feb 20 2011, 16:18

    Errata corrige: "e' il puzzle.." e non: "e il puzzle etc "
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    Re: Considerazioni sulla funzione del male.

    Messaggio Da Kame il Dom Feb 20 2011, 16:35

    Non entro in merito allo scritto dato che non ho interpretato tutto ma ho capito che il male debba essere qualcosa di necessario. In effetti anche per me è in questo modo ma è dato dal grado di bassezza di una società e in definitiva degli uomini che la compongono. Quindi oggi in teoria ci dovrebbe essere molto meno male di 5/6 mila anni fa ma forse non è così evidente la differenza. Allora significa che la progressione dell'umanità o si è fermata o procede molto lentamente.
    Se la perfezione è quel faro che si intravvede da molto lontano è chiaro che la realtà sia infarcita da errori, mali, peccati e iniquità. L'unica differenza che invece vedo come sostanziale, dato che il male si è detto che sia qualcosa non di necessario ma cmq di facente parte dell'evoluzione, è la volontà.
    Se io coscientemente mettessi la volontà a servizio del male e di quello che reputo consapevolmente essere il male sarebbe un conto, se invece io considerassi il male come un confine da superare sarebbe tutt'altro conto.
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    Re: Considerazioni sulla funzione del male.

    Messaggio Da ahmad46 il Dom Feb 20 2011, 17:58

    Il problema non è cosa fare.
    Lo sanno anche i bambini e le Istituzioni.

    Il problema è cosa non fare.
    Per questo l'esperienza ed il dolore.
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    Re: Considerazioni sulla funzione del male.

    Messaggio Da admin il Dom Feb 20 2011, 21:37

    ahmad46 ha scritto: Il problema non è cosa fare.
    Lo sanno anche i bambini e le Istituzioni.

    Il problema è cosa non fare.
    Per questo l'esperienza ed il dolore.

    le azioni devono essere sostenute da un intento puro per produrre realtà ed armonia .
    astenersi da azioni dettate e governate prioritaramente dalla logica biochimica dei nostri istinti primari , impulsi e condizionamenti è una nobile ma ardua conquista, chi vi giunge è un Eroe dell'Esistenza.,
    Non dimentichiamo che il nostro essere organismo biologico, ci restituisce problematiche complesse , e meccanismi automatici che ci invadono e pervadono, conprenderne almeno in parte le dinamiche picchi e i tempi di emivita ci è indispensabile per non sbatterci duramente la faccia .
    ciao maestro Livio ....
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    Re: Considerazioni sulla funzione del male.

    Messaggio Da ahmad46 il Dom Feb 20 2011, 23:11

    Ahiii... egregio Admin. Possiamo tutti diventare delle gronde che convogliano l'acqua
    dello Spirito che scende. Laughing Tutti!! e solo poiché siamo nati, e a questo crediamo.
    E' evidente che il corpo ci dica le cose col proprio linguaggio biochimico. Ma è un servo, strumento, e parla da incolto animale.

    Noi siamo coscienza dell'Essere
    Quindi noi Cielo
    E lui solo terra.
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    Re: Considerazioni sulla funzione del male.

    Messaggio Da zyg il Mar Feb 22 2011, 12:08

    Non dimentichiamo che il nostro essere organismo biologico, ci restituisce problematiche complesse , e meccanismi automatici che ci invadono e pervadono, conprenderne almeno in parte le dinamiche picchi e i tempi di emivita ci è indispensabile per non sbatterci duramente la faccia

    cosa vuoi dire con emivita? Mi trovo perfettamente concorde con questo ma tu sai in che maniera è possibile? Intendo da libri e letture studi e saggi si può comprendere molto di noi ma tutt'altra cosa è invece esserne coscienti nel momento in cui stiamo vivendo o attuando questi meccanismi, ci si può allenare con percorsi di meditazione, yoga o il più occidentale training autogeno, tu conosci altri metodi?
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    Re: Considerazioni sulla funzione del male.

    Messaggio Da ahmad46 il Mar Feb 22 2011, 15:52

    A proposito di altri metodi:
    "O FIGLIO DELLO SPIRITO
    Abbi un cuore puro, gentile, radioso.
    Affinché la tua possa essere una sovranità
    antica, imperitura, sempiterna."

    Suggerisce, consiglia e ordina Bahà'u'llàh, Che è il Messaggero di Dio per l'epoca attuale, ed i Cui seguaci sono i Bahà'i.


    Ultima modifica di ahmad46 il Mar Feb 22 2011, 22:07, modificato 1 volta
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    Re: Considerazioni sulla funzione del male.

    Messaggio Da ahmad46 il Mar Feb 22 2011, 16:29

    Ripetol'argomento di una risposta che ho dato prima ma che non vedo pubblicata.
    Era sul senso del Male. Se fossimo nell'Eden, laddove non c'è male, nessuno potrebbe negare il bene e la 'risposta' sarebbe comune e convenzionale. E' il famoso libero arbitrio il discrimine. Dio ci ha dato solo la possibilità di crearci a nostra volta.
    E possiamo farlo definendo la nostra pecularità, personale, vincendo il fascino del Male. Ergo, vincendo se stessi nel proprio desiderare animale il persegure con mezzi illeciti i nostro desiderio. Pr questo chi 'ha capito' accetta tutto quale occasione da assumere per rinascere. Il fine è raggiungere uno stato per il quale ciò che si è dentro lo si manifesta fuori, e ciò che appare all'esterno è l'immagine della propria interiorità. E'chiaro a questo punto perché dovremmo 'cambiare' tutti, Altrimenti si rischia di sentirsi un Gulliver fra i Lillipuziani.
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    Re: Considerazioni sulla funzione del male.

    Messaggio Da luomodelponte il Mar Feb 22 2011, 20:49

    zyg ha scritto:

    cosa vuoi dire con emivita? Mi trovo perfettamente concorde con questo ma tu sai in che maniera è possibile? Intendo da libri e letture studi e saggi si può comprendere molto di noi ma tutt'altra cosa è invece esserne coscienti nel momento in cui stiamo vivendo o attuando questi meccanismi, ci si può allenare con percorsi di meditazione, yoga o il più occidentale training autogeno, tu conosci altri metodi?
    ho preso in prestito il concetto farmacologico di emivita , cioè il tempo necessario affinche una data sostanza presente nel sangue decada .
    A noi, "pensiero" è stato dato l'onere di guidare questo scimpanzè di organismo , il quale però è governato da leggi biologiche e bio-chimiche, così un sentimento di angoscia , o di paura ,chiaramente sgradevoli , rappresentono grossolani sistemi di allarme , messi in atto attraverso semplici sostanze chimiche , le quali hanno un picco e poi gradatamente decadono , liberandoci dall'oppressione .
    l'unico metodo per renderci consapevole di tali meccanismi e dinamiche , credo che prende le mosse iniziali da una corretta visione esistenziale , dalla consapevevolezza che noi siamo partecipi di 2 nature , animale-automatica e spirituale-consapevole , e della capacità introspettiva , volta ad analizzare i propri sentimenti e a scoprirne origine , cause e finalità , nel tempo credo sia possibile renderci autoimmuni in una certa misuira da tali meccaniche reattive antiche e perciò cristallizzate dentro di noi attraverso qualche tipo di substrato organico che ne tiene traccia e moemoria
    Potrà sembrare strano ma , tutta questa revisione esistenziale , la necessaria autoanalisi dei sentimenti e l'azione di disgiunziune da tali reazioni primordiali , sono racchiuse nel " Conosci te stesso , conoscerai Dio ",, ed equivale all'azione di purificazione del nostro animo , essendo esso unico canale di apparizione sia delle istanze del nostro organismo sia della nostra nuova realtà divina.
    In sostanza ad oggi tutta l'umanità ha questo canale stracolmo di sentimenti negativi che provengono dal nostro essere animale , automatico , inconsapevole e reattivo , mentre non appena iniziamo a liberarci da tale ingombrabte preponderanza , in Noi inizia ada apparire la dolce bellezza dello spirito .(possiamo dire Santo?, io direi di si!)
    Ad una attenta meditazione , potremmo pure convenire con Ahmad che anche il versetto Bahai converge esattamente verso lo stesso Fine ..... alien
    ciao a tutti..


    Ultima modifica di luomodelponte il Mar Feb 22 2011, 21:55, modificato 1 volta
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    Re: Considerazioni sulla funzione del male.

    Messaggio Da ahmad46 il Mar Feb 22 2011, 21:34

    Grazie per il vostro convenire:))
    Scherzi a parte; siamo giunti ad una epoca che si può definire: 'la fine del mondo' o, che è lo stesso, 'la fine dei tempi'. La molteplcità dell'io è cosa da tempo conosciuta. Finché c'era Storia ci si poteva oziosamente soffermare intorno.
    Ma, ora che siamo alla fine (...) occorre risolutamente scegliere un comportamento fra i vari possibili. Un'ethos che, poi, è la nostra vita concreta e non solo il nostro pensiero.
    P.S. Come mai quell'attore nell'icona? Shocked
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    Re: Considerazioni sulla funzione del male.

    Messaggio Da luomodelponte il Mar Feb 22 2011, 21:45

    caro livio , ne approfitto per dirti che i messaggi , anche se pubblicati possono esSere cancellati o riedidati , cioè corretti
    attarverso i pulsanti EDIT , CHE TROVI IN BASSO , ALLA DESTRA DI OGNI TUO MESSAGGIO PUBBLICATO.
    Puoi anche tu sceglierti un avatar simile o di altro tipo , nel tuo pannello di cotrollo , dicono che vagamente ci assomiglio.
    Smile
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    Re: Considerazioni sulla funzione del male.

    Messaggio Da ahmad46 il Mar Feb 22 2011, 22:25

    Egregio Pontfice, ho provato ad aggiungere un video: Lallo_video.mp4, ma, da mezz'ora sulla dx in basso del video leggo un 'Now accelerating' che non so come interpretare: il video nn appare!
    Come si fà ad inserire un video che conservo nel mio Hard Disck?
    Forse ho combinato un emicaos Very Happy . Chiedo scusa e vado via.
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    Re: Considerazioni sulla funzione del male.

    Messaggio Da zyg il Gio Feb 24 2011, 12:05

    x uomo del ponte
    Condivido molto di quello che hai scritto, depurandolo però da concetti come anima, natura spirituale, natura divina, spirito santo ecc ecc
    ma per il resto sono d'accordo con te, sperimentiamo su noi stessi emozioni che ci provengono da processi biochimici, dal nostro organismo e raggiungono i picchi come dici benissimo tu, per poi ridiscendere
    questo concetto è anche conosciuto in psicologia e persino utilizzato in certe cure sotto il nome di prtewscrizione del sintomo. Una persona che ha ad esempio stati d'ansia viene esortata a procurare l'ansia per una durata x di tempo due o tre volte al giorno per esempio, il risultato è che da automatismo la cosa diviene perfettamente controllabile. La si aziona volontariamente e non se ne viene invece travolti. Il problema sorge secondo me quando non si sa da cosa esattamente si viene presi perché certi automatismi si attuano, leggendo sui libri riconsoco quando mi è capitato di reagire in automatico a principi ad esempio di reciprocità, di coerenza, e tanto altro, ma ancora nel momento in cui mi capita proprio nel'istante dico non ne ho consapevolezza. Allora mi chiedo se ci sia una maniera di autosservazione tale da renderci presenti a noi stessi in ogni istante e consapevoli di star seguendo un copione reagendo a stimoli biologici e comportandoci con automatismi. In una visione spirituale orientale il raggiungimento di un tale stato viene chimato wu wei come condizione di essere, di vita, seguire senza opporre attrito, resistenza
    ma abramelin ne saprà certamente molto di più di me su questo
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    Re: Considerazioni sulla funzione del male.

    Messaggio Da ahmad46 il Gio Feb 24 2011, 16:02

    Leggo: '...depurandolo da concetti quali anima, natura spirituale, divina, spìpirito' e mi chiedo: dove diavolo trova, Zyg, i caratteri del proprio appartenere a quel livello dell'essere tale per cui si ha la consapevolezza di sé, livello che definiamo spirituale? Dove trova, continuo a chiedermi, la spiegazione biochimica di un apprezzamento estetico, ad es.
    Dove trova, continuo, il substrato biochimico di quelle intuizioni tali per cui uno scienziato lavora per anni al fine di ottenere le conferme ogettive, laboratoriali, della propria intuizione? E. scendendo di qualche 'gradino dell'essere' dove trova la scaturigine di qul sentimento che definiamo compassione ( = patire cum ); dove trova la scaturigine dell'ispirazione, del bisogno di trascendenza, il bisogno di onestà - anche se è limitato ai pochi superiori, ma non credo che s sia così 'minus habens' da non considerare se non ciò che appartiene alla maggioranza - e, seguitando, il bisogno di dare unsgnificato trascendente al proprio esistere ( ex sistere )? Inotre, mi chiedo, quale è il sentimento che spinge il sig. Zyg a desiderare che venga condiviso da altri il proprio punto di vista? Voglio dire: proprio il cum dividere, se non dall'appartenere ad un 'organismo, che chiamiamo Umanità, e che è distinto dagli animali inferiori proprio perché ha una dimensione 'altra' da quella biofisica e che definiamo spirituale? Tale per cui l'Uomo affronta la stessa morte per un ideale? Si, vabbè, i più sono bipedi vertebrati che non correbbero il rischio di... ma il fatto è che
    ci sono stati quelli che definiamo martiri o eroi. Perdoni se parlo di me: ma io sarei dispost a morire n volte per le mie convinzioni perché 'ho capito'.
    E solo chi non ha desidera, chi, invece, ha regala.
    Non so se...
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    Re: Considerazioni sulla funzione del male.

    Messaggio Da zyg il Gio Feb 24 2011, 17:56

    ma non credo che s sia così 'minus habens'
    credo non meriteresti nemmeno una risposta per questo ... e invece .. nemmeno ripondo.
    finita l'avventura su nuova era
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    Re: Considerazioni sulla funzione del male.

    Messaggio Da ahmad46 il Gio Feb 24 2011, 19:05

    Scusami ma non capisco: 'Non merteresti risposta e, invece, non rispondo' (?)
    : E, per l'avventura che finisce: basta una freccia per cadere da cavallo?, recita un detto persiano.

    Inoltre non era mia intenzione offenderti, non era riferito a te il motto latino:
    forse ho parlato di ciechi ad un cieco? Non lo sapevo. Sei tu che me l'hai detto.

    Sappi cmq che ne sono avvilito. Oltre al non essere inteso, è per il fatto che ti ho procurato risentimento-
    Ti domando scusa, nn era mia intenzione. Smile
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    Re: Considerazioni sulla funzione del male.

    Messaggio Da luomodelponte il Ven Feb 25 2011, 00:37

    una replica veloce ad ahmad e unitamente a zyg riguardo al loro aversi travisato , devo darti atto caro ahmad che quel discorso è superbamente architettato per fare venire il mal di pancia ha ha ha .... almeno a me mi fà questo effetto , invece Zig che è una donna, raro esempio di libertarietà , possibilista e genuininamente fiduciosa ed aperta al dialogo ,stranamente ci offre curiosamente una interessantisima manifestazione di suscettibilità , mentre la strada maestra parrebbe volgere esattamente nella direzione opposta .
    Oggi è morta mia cugina di 50 anni per tumore , la madre quasi novantenne più volte lamentava la ingiusta sorte toccata alla figlia , rimproverando Dio .
    Questo tipo di pensiero è proprio quello che tutti pensano , e sapete perchè ??? perchè riteniamo una volta venuti all'esistenza di avere diritto a godere .......GODERE ......si !!!!!! VOGLIAMO GODERE .Vogliamo la nostra fetta di goduria , di soddisfazione , di felicità , addirittura facciamo ragionamenti con l'ìipotetico Dio e contrattiamo cedendo qualcosa , misurando , pesando il nostro dovuto .
    Purtroppo la vita non ci è data per godere , non è questo il fine ......e così , lamentiamo le innumerevoli ingiustizie di cui siamo fatti segno !!
    Io credo invece che la vita o meglio l'essere , sia niente altro che una OPPORTUNITA' ..... per l'evoluzione , per l'umanità e per noi stessi .
    Queste finalità sono necessariamente frastagliate di difficoltà , affanni e dolori ,e allora, dove è la vita godereccia che ci eravamo ingenuamente prefigurati???????
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    Re: Considerazioni sulla funzione del male.

    Messaggio Da luomodelponte il Ven Feb 25 2011, 01:01

    zyg ha scritto:x uomo del ponte
    Condivido molto di quello che hai scritto, depurandolo però da concetti come anima, natura spirituale, natura divina, spirito santo ecc ecc
    ma per il resto sono d'accordo con te, sperimentiamo su noi stessi emozioni che ci provengono da processi biochimici, dal nostro organismo e raggiungono i picchi come dici benissimo tu, per poi ridiscendere
    questo concetto è anche conosciuto in psicologia e persino utilizzato in certe cure sotto il nome di prtewscrizione del sintomo. Una persona che ha ad esempio stati d'ansia viene esortata a procurare l'ansia per una durata x di tempo due o tre volte al giorno per esempio, il risultato è che da automatismo la cosa diviene perfettamente controllabile. La si aziona volontariamente e non se ne viene invece travolti. Il problema sorge secondo me quando non si sa da cosa esattamente si viene presi perché certi automatismi si attuano, leggendo sui libri riconsoco quando mi è capitato di reagire in automatico a principi ad esempio di reciprocità, di coerenza, e tanto altro, ma ancora nel momento in cui mi capita proprio nel'istante dico non ne ho consapevolezza. Allora mi chiedo se ci sia una maniera di autosservazione tale da renderci presenti a noi stessi in ogni istante e consapevoli di star seguendo un copione reagendo a stimoli biologici e comportandoci con automatismi. In una visione spirituale orientale il raggiungimento di un tale stato viene chimato wu wei come condizione di essere, di vita, seguire senza opporre attrito, resistenza
    ma abramelin ne saprà certamente molto di più di me su questo

    mi è piaciuto lo stile genuino con cui hai sbaragliato tutto il costrutto diciamo spirituale che sottendeva i miei ragionamenti , mi hai dato l'esatta percezione che sei molto aperta e possibilista a 360 gradi , credo sia un punto a tuo favore.
    Del resto però io l'ho premesso , senza una corretta E COMPLETA interpretazione delle istanze inconsce che si muovono dentro di noi , possiamo solo sperare attraverso una tecnica pscologica di potere percepire solo la superficie di tale straordinario mare di sentimenti , in altre parole si può limitare il sintomo , ma non curare la disarmonia alla base.
    Però è importante fare una piccola premessa, sono certo che tali termini E CONCETTI CATTOLICISTI in te evocano il significato EMOTIVO oscuro e tenebroso che il cattolicesimo ha saputo architettare intorno a tali parole , fino al punto da deturparne il significato originario.
    Infatti il cattolicesimo e tutti gli uomini di chiesa , ma non solo cattolica , dovranno rispondere di essere stati loro stessi , traviamento per le menti ed i cuori , anzichè aiutare hanno oppresso , anzichè avvicinare hanno allontanato e ancora oggi tengono in pugno i destini spirituali di miliardi di persone.
    Non dico questo per amore di vendetta , ma solo affinchè ci si possa disintossicare dalla siuperstixione e dall'ignoranza del passato.
    Io per liberarmi del Dio cattolico e di tutti i corrispettivi ,ho impiegato mezzo secolo e ancora taglio e ripulisco.
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    Re: Considerazioni sulla funzione del male.

    Messaggio Da ahmad46 il Ven Feb 25 2011, 03:10

    Egregio 'Pontefice', in quale senso il mio discorso è da mal di pancia? Ho esordito con l'osservazione di una sintassi fantasiosa; è seguita una sottile osservazione psicologica; cui sono seguite delle scuse sincere ed umili: e perché dovrebbe stimolare una patologia gastrica?
    Ho la netta impresione che qualcuno senza le idee chiare si esercita con funamboismi verbali ed esprime concetti che forse meriterebbero qualche meditazione. Ma forse è solo una impressione, quindi non ponderosa. E poi,
    vabbè, ognuno fà della vita ciò che vuole. O forse solo ciò di cui è capace...
    Mettiamocelo bene in mente: noi siamo diversi solo per vedere il mondo da prospettive diverse. Ma l'importante è non ingannarci credendoci nemici, che sarebbe come se le nostre mani si combattessero solo perché diverse ed opponibili. Che è una cosa da scemi.
    Ma noi siamo più 'svegli', nevvero?E abbiamo il mondo da mettere in ordine per questo siamo nati. E si inizia sempre da se stessi, perché anche un viaggio di mille kilometri comincia necessariamente con un passo.
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    Re: Considerazioni sulla funzione del male.

    Messaggio Da zyg il Ven Feb 25 2011, 11:37

    Ad Ahmad
    Scuse accettate anche perché rileggendo forse quella frase era riferita in effetti ad altri (ai disonesti?) e non a chi nn condivide il tuo pensiero, e dunque mi scuso anche io perché avevo capito fosse per tutti coloro che non vedesserpo dietro a ogni (spiegabilissima in termini biologici) tuo esempio lo spirito.
    Procedendo a casaccio, è la dopamina che nci fa provare il piacere davanti a un'opera d'arte, la ncreazione artistica trova diverse spiegazioni, qualcuno pensa trattarsi di una specie di coda di pavone, per attrarre il partner, altri pensano sia un effetto collaterale di altre funzioni adatte alla sopravvivenza, i neuroni specchio sono alla base dell'empatia, e della compassione si prova il dolore altrui proprio nelle stesse aree cerebrali nelle qualii lo sta provando l'altro, l'onestà triste a dirsi ma nasce dal modulo morale della reciprocità, ovvero se non sono disonesto con te tu farai altrettanto con me e la cooperazione serve alla sopravvivenza.
    Sulla spinta a desiderare che il mio pensiero venga condiviso non è esattamente questo il mio scopo, quanto quello del confronto anche con idee diverse dalle mie (senza ricevere offese ovviamente solo perché la si pensa diversamente) e anche per ricevere obiezioni e confutazioni ai miei pensieri per crescere e nn restare solo nelle mie convinzioni, il mio unico scopo è la conoscenza perché mi dà piacere (dopamina sempre) motivazione molto biologica e come vedi lo spirito può benissimo restare fuori come la natura divina, e
    x L'uomo del ponte
    non credo che la chiesa abbia proprio tutte le responsabilità, (forse più la mia prof delle medie di religione inutile ignorante e vendicativa)
    il cattolicesimo ha prodotto anche tante bellissime cose, è dalla scolastica che ockam arriva a segnare il passaggio, è da questa che trae linfa il pensiero filosofico successivo, e persino Ratzinger dà un ottima lettura della modernità e di tutti i problemi che stiamo affrontando. Il cattolicesimo è fatto per i diversi livelli di intelligenza, è universale, ci sono parole fatte per i bambini e per chi rimane a vita con queste capacità intellettive e testi teologici di più ampio respiro anche tu e il tuo pensiero la tua fede trae linfa vitale dal cattolicesimo, odialo pure, fallo a pezzi, criticalo, disprezzalo e poi ... facci pace Smile è solo espressione umana, l'uomo che in una di tante maniere che esistono si confronta coi i temi più alti della sua esistenza
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    Re: Considerazioni sulla funzione del male.

    Messaggio Da luomodelponte il Ven Feb 25 2011, 16:29

    ahmad46 ha scritto:Egregio 'Pontefice', in quale senso il mio discorso è da mal di pancia? Ho esordito con l'osservazione di una sintassi fantasiosa; è seguita una sottile osservazione psicologica; cui sono seguite delle scuse sincere ed umili: e perché dovrebbe stimolare una patologia gastrica?
    Ho la netta impresione che qualcuno senza le idee chiare si esercita con funamboismi verbali ed esprime concetti che forse meriterebbero qualche meditazione. Ma forse è solo una impressione, quindi non ponderosa. E poi,
    vabbè, ognuno fà della vita ciò che vuole. O forse solo ciò di cui è capace...
    Mettiamocelo bene in mente: noi siamo diversi solo per vedere il mondo da prospettive diverse. Ma l'importante è non ingannarci credendoci nemici, che sarebbe come se le nostre mani si combattessero solo perché diverse ed opponibili. Che è una cosa da scemi.
    Ma noi siamo più 'svegli', nevvero?E abbiamo il mondo da mettere in ordine per questo siamo nati. E si inizia sempre da se stessi, perché anche un viaggio di mille kilometri comincia necessariamente con un passo.

    mio amato amico , lo sai che aprrezzo sempre i tuoi interventi , e mi danno sempre belle ispirazioni , a volte capita però che lo stile mi risulta difficle alla conprensione e allora in quel caso mi contorco unpoco , ma devo riconocsrer la tua ricchezza intellettuale e al paragone forse la mia " minimus habens" .
    Naturalmente sto solo scherzando e anzi ho pure apprezzato la tua seppur modesta reazione , ho trovato però tra le tue affermazioni quella sottolineata in verde , molto interessante e più veritiera . Smile


    Ultima modifica di luomodelponte il Ven Feb 25 2011, 19:51, modificato 1 volta
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    Re: Considerazioni sulla funzione del male.

    Messaggio Da ahmad46 il Ven Feb 25 2011, 19:04

    Egrgio 'Pontifex maximus' quella sottolineata in ?verde? Were is it?

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    Re: Considerazioni sulla funzione del male.

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