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    IL SIMBOLISMO DEL PANE E DEL VINO

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    luomodelponte

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    IL SIMBOLISMO DEL PANE E DEL VINO

    Messaggio Da luomodelponte il Gio Mag 12 2011, 17:28

    Domanda: Cristo disse: « Io sono il pane vivo che scende dal cielo, acciocché l'uomo possa mangiarne e non morire ». Qual'è il significato di queste parole? Risposta: Questo pane indica il cibo celeste e le perfezioni divine. Così, « Se un uomo mangia di questo pane », significa che se un uomo acquista la grazia celeste, egli riceve la luce divina, o se egli condivide la perfezione di Cristo, ottiene la vita eterna. Il sangue significa pure lo spirito della vita e delle perfezioni divine, lo splendore del Signore e la munificenza eterna. Poiché tutte le membra del corpo ricevono la sostanza vitale dalla circolazione del sangue.
    Nel Vangelo di San Giovanni, capitolo VI, versetto 26°, è detto: « Voi mi cercate, non perciocché abbiate veduti miracoli; ma perciocché avete mangiato di quei pani, e siete stati saziati ».
    È evidente che il pane che i discepoli mangiarono e col quale furono saziati, era la grazia celeste; poiché, nel versetto 33° del medesimo capitolo, è detto: « Perciocché il pane di Dio è quello che scende dal cielo, e dà vita al mondo ». È chiaro che il corpo di Cristo non discese dal cielo ma venne dal seno di Maria, e che quel che discese dal cielo di Dio fu lo spirito di Cristo. I Giudei pensavano che Cristo par- lasse del suo corpo, ed essi obiettarono, come è detto nel versetto 42° dello stesso capitolo: « E diceano: Costui non è egli Gesù, figliuol di Giuseppe, di cui noi conosciamo il padre e la madre? Come adunque dice costui: Io sono sceso dal cielo?" ».
    Riflettete com'è chiaro che Cristo chiamava pane celeste il Suo spirito, la Sua grazia, la Sua perfezione e i suoi insegnamenti; poiché è detto nel versetto 63°: « Lo spirito è quel che vivifica, la carne non giova nulla ».È quindi evidente che lo spirito di Cristo è la grazia celeste che scende dal cielo e chiunque riceva luce in abbondanza da quello spirito, accolga cioè gli insegnamenti celestiali, ottiene vita eterna.
    Questa è la ragione per cui è detto nel versetto 35°: « E Gesù disse loro: Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame, e chi crede in me non avrà mai sete ». Notate come « il venire a Lui » è espresso come il « mangiare », e « il credere in Lui », come il « bere ».
    È quindi evidente che il cibo celeste è la grazia divina, lo splendore spirituale, gli insegnamenti celestiali, il significato universale del Cristo. Il « mangiare » è un avvicinarsi a Lui, il « bere » è un credere in Lui. Poiché Cristo aveva un corpo composto di elementi e una forma celestiale. Il corpo costituito da elementi fu crocifisso, ma la forma celestiale è vivente ed eterna ed è la causa della vita durevole; il primo costituiva la natura umana, e il secondo la natura divina.
    Alcuni credono che l'Eucaristia sia la realtà di Cristo, e che la Divinità e lo Spirito Santo scendono ed esistono in essa. Orbene, una volta che l'Eucaristia è presa, dopo pochi momenti viene disintegrata e in- teramente trasformata. Come può essere adunque con- cepito un tale pensiero? Dio non lo voglia! Esso è certamente una fantasia.
    Per concludere: Per mezzo della manifestazione di Cristo, gli insegnamenti divini, che sono una grazia eterna, si diffusero ovunque; la luce che guida brillò, e lo spirito della vita venne conferito all'uomo. Chiun- que trovò la via acquistò la vita; chiunque si sperse venne sopraffatto dalla morte eterna. Questo pane che scese dal cielo era il corpo divino di Cristo, i Suoi elementi spirituali, e fu questo pane che i discepoli mangiarono, acquistando così la vita eterna.
    I discepoli aveano ricevuto il cibo dalle mani di Cristo parecchie volte; che cosa distinse l'ultima cena dalle altre? È evidente che il pane celeste non significava il pane materiale, bensì il nutrimento divino del corpo spirituale di Cristo; la grazia divina e le perfezioni celestiali furono il pane che i discepoli man- giarono e col quale furono saziati.
    All'istessa maniera quando Cristo benedì il pane e lo diede ai Suoi discepoli dicendo, « Questo è il mio corpo » e fece loro grazia, Egli era con loro in per- sona, nella Sua presenza e forma. Egli non fu trasformato in pane e vino; se fosse stato trasformato in pane e in vino non sarebbe rimasto con i discepoli in persona col Suo corpo e con la Sua presenza.
    È chiaro quindi che pane e vino erano simboli che significavano: « Io vi ho dato la mia grazia e le mie perfezioni, e ricevendo questa grazia, voi guadagnate la vita eterna e ottenete la vostra parte di nutrimento divino ».

    (Abdu'l-bahà, Le lezioni di S.Giovanni d'Acri)

    io_Pasquino

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    Re: IL SIMBOLISMO DEL PANE E DEL VINO

    Messaggio Da io_Pasquino il Sab Mag 14 2011, 21:41



    Come comprendere le parole pronunciate da Gesù durante l'ultima cena con i suoi discepoli ..?

    Semplice-MENTE in questa maniera:

    Quando, appena qualche decennio dopo l'Invenzione a "TAVOLINO" della Patetica FIGURA del Gesù Evangelico, in appresso pure Indebita-MENTE storicizzata (150 / 180 E.V.), gli fecero dire nei vangeli, in Accordo per quell'Epoca ai Religiosi Rituali Sacri decisamente ancora in Voga e fedelmente Seguiti dal popolo Romano nella Adorazione del DIO solare Mitra, che comprendevano anche l'"Estensorio" del Pane e del Vino Sacro:
    "Egli benedisse il pane e il vino e li diede loro dicendo: - Mangiate, poiché questa è la mia carne.Bevete, poiché questo è il mio sangue. Chi mangia la mia carne ebeve il mio sangue ha la vita eterna".

    Il pane e il vino sono due simboli Mistici che erano già conosciuti e utilizzati molto prima dell'Epoca delle invenzioni Storiche sul Gesù.

    Essi riassumono tutta la Scienza iniziatica, che è la scienza dei due grandi principi cosmici: il principio maschile,
    simboleggiato dal pane, e il principio femminile, simboleggiato dal vino.
    Questi due principi lavorano insieme in tutte le regioni dell'Universo.
    Se poi si approfondisce ulteriormente il loro significato, si scopre che il pane e il vino sono due simboli Solari.

    Al di là del pane e del vino fisici, si devono vedere le due proprietà del Sole: il suo calore e la sua luce.
    Il calore del Sole spirituale è l'amore, e la sua luce è la saggezza.

    ... "Gesù" voleva dunque dire: "Chi mangia la saggezza e beve l'amore, ha la vita eterna" ... in senso Iniziatico naturalmente ...
    Per inspiegabile che sembri, la data di nascita di Cristo non è nota, anche perché non é Mai nato Veramente in una Grotta / Mangiatoia, Cioé non é mai stato un "Visitors" di questo mondo, essendo solo una Figura Simbolica inventata a Tavolito per Motivi di Mera Politica Romana Costantiniana, ed è stata a mio parere, anche una "Nascita" (del Cristianesimo) anche forzata, per ancora Oscuri motivi, dagli Ebrei in Diaspora (Prigionieri) a Roma.
    Tanté che i vangeli, di quella non ne indicano né il giorno né l’anno, le fu assegnata la data del Solstizio d’inverno perché in quel giorno in cui il Sole comincia il suo ritorno nei cieli boreali, i pagani (Adoratori del DIO Mitra) che adoravano il SOLE celebravano il "Dies Natalis Solis Invicti", giorno della nascita del Sole invincibile.
    (Nuova enciclopedia cattolica dell’Ordine Francescano - 1941)

    Nel corso della ricerca di informazioni e documenti riguardanti le origini pagane della nascita del Cristo Gesù Evangelizzato ad hoc dal potere politico Romano, quello che stupisce è che la data del 25 dicembre, prima di diventare celebre come "compleanno del Signore Gesù", sia stata giorno di festa per i popoli di culture e religioni molto distanti tra loro, nel tempo e nello spazio, vecchia persino di Migliaia d'anni Prima dell'Invenzione di Gesù. (3.000 / 4.500 A.E.V.)

    Le origini di questi antichi culti vanno ricercate in ciò che è "Principio" della vita sulla terra e che dal "Principio" è stato oggetto di culto e di venerazione da SEMPRE: il SOLE.

    Cioé, non lo Spirito Santo di un DIO Guida Universale, non il Tutto uno Universale, non lo Sfavillio e la Riflessione Inpropria di una Ipotetica e Patetica e comunque inesistente ma solo Immaginata essere una Luce Divina promotrice di Impropabili Evoluzioni della Specie Umana fino ai nostri Giorni ... Ché ... Ché ... ma l'Astro solare, che dispensa ENERGIA materiale, Luce e calore in Primis ... affinché, Come un DIO (come il DIO Egizio - RA) dispensasse e spadesse e CREASSE o meglio GENERASSE la VITA sulla Terra.

    Agli albori dell’umanità, esisteva un ricco calendario di feste annuali e stagionali e di riti di propiziazione e rinnovamento.
    I popoli nel periodo primitivo della loro esistenza erano intimamente legati al "ciclo della natura" perché da questo ciclo dipendeva la loro stessa sopravvivenza.
    Al tempo, la vita naturale appariva indecifrabile, incombente, potente espressione di forze da accattivarsi, era un mondo magico e Misterioso.
    L’uomo antico si sentiva parte di quella natura, ma in posizione di debolezza.
    Per questo, attraverso il rito del Pane e del Vino, cercava di fare amicizia con questa o quella forza Mistica insita in essa.
    Al centro di questo ciclo c’era quell’astro che scandiva il ritmo della giornata, la Stella del Mattino che determinava i ritmi della Fruttificazione e che condizionava tutta la vita dell’uomo.

    Per quest’ultimo, temere che il Sole non sorgesse più, vederlo perdere forza d’inverno riducendo sempre più il suo corso nel cielo, era un’esperienza tragica che minacciava la sua stessa vita, anche perché non sapevano che era un Astro composto di Gas del Tipo di vista chimico composto dagli stessi elementi che costituiscono la fotosfera: 80% di Idrogeno, 19% di Elio e 1% di tutti gli altri elementi presenti nella fotosfera ... e che ad un certo punto della Sua Vita CESSERA' di esistere in quanto si spegnerà in maniera del tutto naturale per l'Esaurirsi di quei elementi che ad Oggi l'alimentano.

    Non sapevano come noi OGGI invece sappiamo che Il Sole appartiene ad un sistema stellare formato da circa 200 miliardi di stelle, che prende il nome di Galassia, e che Altrettanti DII sarebbero stati Venerati e Adorati se se ne avessero Accorti.
    Ignorando tutta questa Scienza Cosmologica Moderna e OVVIO perciò, che doveva essere esorcizzato con riti che avessero lo scopo di evitare che il Sole non si innalzasse più o di aiutarlo nel momento di minor forza.
    È proprio partendo da questa considerazione che possiamo individuare le origini dei rituali e delle feste collegate al Solstizio d’inverno che ancora oggi celebriamo con il nome di Yule.
    Yule coincide con la celebrazione del Natale.
    Questo Sabbat rappresenta la rinascita della luce, nella notte più lunga dell'anno, la "Dea da alla luce" il Sole Bambino e aspetta la nuova luce.
    Alcune covens celebrano un Festival della Luce per commemorare la Dea Madre.
    Altri celebrano la vittoria del Signore della Luce su quello dell' Oscurità.
    I Sassoni celebravano Modranect il 24-25 Dicembre.
    Significa la notte della Madre.
    Era la celebrazione della nascita del Sole per il solstizio d'inverno.

    I Romani avevano, come le altre nazioni pagane, una festa della natura, che chiamavano Saturnalia, e i popoli del nord avevano la Yule, entrambe celebravano il passaggio dell'Anno dalla morte dell'inverno alla vita della primavera, il solstizio d'inverno.
    Dato che questo era un cambiamento propizio, la festa era molto gioiosa ... Era caratterizzata dallo scambio di doni e dall'ardere delle candele.
    Tra i popoli del nord era caratteristica l'accensione di un enorme tronco nelle case dei notabili, con appropriate cerimonie.
    La chiesa Romana, trovando questa festa profondamente radicata nelle abitudini del popolo, saggiamente la adottò.

    Ed era per quel tempo, la più elaborata delle celebrazioni Mistiche Romane dedicata a Saturno: Il SOLE della Notte, che si teneva al solstizio d'inverno, e in seguito si estese fino ad includere il 25 dicembre ... le feste erano chiamate Saturnalia.
    Il lavoro cessava, gli affari pubblici si sospendevano, i tribunali erano chiusi, le scuole facevano vacanza.
    Tavole generosamente imbandite erano allestite ovunque, e per l'occasione, vi si sedevano insieme persone di ogni classe.
    Il padrone e lo schiavo in quel giorno erano uguali.
    Era un tempo di scambio di regali e di innocente abbandono.
    Nei negozi si trovavano regali di ogni genere, dai piu' semplici ai piu' costosi.
    Padri, madri, parenti, amici, tutti si affrettavano là per comprare, secondo la loro fantasia, quelle cose che sembravano loro più di gusto e appropriate come regalo.

    Il giorno che seguiva, la notte della Madre, era per festeggiare la DEA.

    Il DIO é nato intorno al 25 Dicembre senza rapporto sessuale, perche' il sole, entrando nel solstizio d'inverno, emerge nel segno della Vergine, la Vergine celeste.
    Sua madre rimane Sempre-Vergine perché i raggi del sole, passando nel segno zodiacale, la lasciano intatta.
    La sua infanzia é irta di pericoli, perché il Sole neonato é fragile, in mezzo alle nebbie e brume invernali, che minacciano di divorarlo, la sua é una vita di tribolazioni e pericoli, culminante all'equinozio di primavera in una lotta finale contro le forze delle tenebre.
    In quel periodo la notte ed il giorno sono uguali, e lottano tra di loro per il predominio.
    Sebbene la notte copra la sua urna ed egli sembri morto, e sebbene lui sia sceso fuori dalla vista, sotto terra, egli risorge trionfante, e risorge nel segno dell'Agnello, e diventa così l'Agnello di DIO che porta via l'oscurità (Il Peccato) e la morte dei mesi invernali al Mondo.
    Da allora egli trionfa, diventando sempre più forte e splendente.
    Ascende allo Zenith, e lì brilla, alla destra di DIO, e DIO lui stesso, della stessa sostanza del Padre.
    Lo splendore della sua gloria é l'esatta immagine della sua persona, e sostiene tutte le cose con il suo potere vivificante.

    Nell'antichissimo culto di Osiride, come nel moderno Cristianesimo, troviamo l'adorazione di una DIVINA MADRE e di un DIVINO FIIGLIO.

    Nell'antico Osirianismo, come nel moderno Cristianesimo, c'é una dottrina di redenzione.
    Nell'antico Osirianismo, come nel moderno Cristianesimo, troviamo la visione del giudizio finale e della resurrezione del corpo.
    E infine, nell'antico Osirianismo, come nel moderno Cristianesimo, le sanzioni per la moralità sono da un lato un Lago di Fuoco con demoni torturatori, e dall'altro la Vita Eterna alla presenza di DIO.

    Durante queste feste venivano accesi dei fuochi (usanza che si ritrova nella tradizione natalizia di bruciare il ceppo nel camino la notte della vigilia) che, con il loro calore e la loro luce, avevano la funzione di ridare forza al Sole indebolito.
    Spesso questi rituali avevano a che fare con la fertilità ed erano quindi legati anche alla riproduzione.
    Da qui l’usanza, nelle antiche celebrazioni, di danze e cerimoniali propiziatori dell’abbondanza e in alcuni casi, come negli antichi riti celtici e germanici, ma anche romani e greci, di accoppiamento durante le feste.
    Pur non Avventurandomi in comparazioni religiose lunghe e forse tediose che richiederebbero molto più tempo, posso solo dirvi comunque che il 25 dicembre è associato al giorno di nascita o di festeggiamento di personaggi considerati Divini risalenti anche a secoli prima di Cristo.

    Per citarne SOLO alcuni più noti:

    Il DIO Horo (Horus Egiziano), I mosaici e gli affreschi raffiguranti immagini di Horus in braccio a Iside ricordano l’iconografia cristiana della Madonna col bambino, tanto da indurci a credere che in epoca cristiana, per ovvi motivi, alcune rappresentazioni di Iside e Horus, spesso raffigurato come un bambino con la corona solare sul capo, furono sicura-MENTE riciclate e hanno dato origine alle Madonne Nere dei culti cristiani.

    Il DIO Mitra indo-persiano, Quello di Mitra fu il culto più concorrenziale al cristianesimo e col quale il cristianesimo si fuse sincreticamente.
    Anche Mitra era stato partorito da una vergine, aveva dodici discepoli e veniva chiamato il Salvatore.
    Il "Cappello del Papa e ancora oggi chiamato: "la Mitra".

    Gli DEI Babilonesi Tammuz e Shamash, nel giorno corrispondente al 25 dicembre odierno, nel 3000 a.C. circa, veniva festeggiato il Dio Sole babilonese Shamash, che era pure il Nome del primitivo DIO dei Patriarchi Ebraici Abramo, Isacco e Giacobbe, che in appresso si Cambiò nome in Yahvè.
    Il Dio solare veniva chiamato Utu in sumerico e Shamash in accadico, Yahvé in Ebraico.
    Era il DIO del Sole, della giustizia e della predizione, in quanto il Sole vede tutto (l'Occhio sacro): passato, presente e futuro.
    In Babilonia successivamente comparve il culto della dea Ishtar e di suo figlio Tammuz, che veniva considerato l’incarnazione del Sole.
    Allo stesso modo di Iside, anche Ishtar veniva rappresentata con il suo bambino tra le braccia.
    Attorno alla testa di Tammuz si rappresentava un’aureola di 12 Stelle (Come nella Madonna Cristiana) che simboleggiavano i dodici segni zodiacali.
    È interessante aggiungere che anche in questo culto il DIO Tammuz muore per risorgere dopo tre giorni.

    DIONISIO, Nei giorni del Solstizio d’inverno, si svolgeva in onore di Dioniso una festa rituale chiamata Lenaea, la "Festa delle Donne Selvagge". Veniva celebrato il Dio che rinasceva bambino dopo essere stato fatto a pezzi.

    Il Dio Sole inca Wiracocha, Il Dio Sole inca veniva celebrato nella festa del Solstizio d’inverno Inti Raymi (festeggiata il 24 giugno perché nell’emisfero sud, essendo le stagioni rovesciate, il Solstizio d’inverno cade appunto in giugno).

    Ovviamente i primi citati in questa rapidissima carrellata devono aver influito alquanto nella creazione del cristianesimo.

    Riguardo invece ai culti solari precolombiani è interessante notare come i tempi e i simboli del sacro siano comuni a civiltà così distanti fra loro.
    Questo dovrebbe far sorgere più spesso il sospetto di un’origine comune delle religioni, tramite uno studio comparato delle stesse alla ricerca del significato della vita. Invece, ottusamente ci si continua ad adagiare su fedi antropomorfiche dogmatiche e più o meno esplicitamente intolleranti nei confronti delle altre.


    Il DIO babilonese Marduk, Amarutuk per i Sumeri e Merodakh per gli Ebrei, significa “vitellone del dio del Sole” ed etimologicamente è imparentato con il nome “Marmar” del Carmen Fratrum Arvalium, oltre che col termine accadico indicante una “vanga”, ossia marru.
    È associato inoltre alla falce e in suo onore venivano celebrati rituali magico-religiosi.
    È portatore di luce e chiamato anche “DIO del Sole primaverile”.
    Gli è associato il pianeta Giove, Iuppiter in latino, che a sua volta deriva dall'indoeuropeo DjuPiter, ossia “Luce che è padre”.
    A Babilonia veniva anche adorata la stessa divinità col nome di Zu (Dju). Mardük è chiamato "Signore degli
    DEI" e Bel ("signore”, “DIO"), epiteto questo legato al nome "Berber" del Carmen Fratrum Arvalium.
    Mardük è anche associato alla violenza, alla guerra.
    Il concetto di "vitello del Sole", inteso come vittima sacrificale consustanziale al dio padre Sole è di gran lunga precedente al cristianesimo, come dimostrano i miti babilonesi di Mardük, "vitellone del Sole", Shamash, da cui l'arabo Shamsh e l'ebraico Shemesh per Sole.
    Il DIO Shamash era fratello della dea della fertilità Nün-Khürsag, così come En-Lül ed En-Küsup, DEI, rispettivamente, del soffio di vento e della terra. In seguito, nel culto, le caratteristiche delle tre (precedentemente) distinte deità si fusero.
    Da questa fusione derivò anche l'unico dio degli Ebrei, signore del cielo (come Shamash/Mardük) e della terra (come En-Kü), che si manifesta su montagne come En-Lül / Ülü-Kür-Gal e attraverso soffi di vento come En-Lül.
    Anche il Dio Padre giudaico è Creatore (come Mardük).
    Quando Mardük (Marmar, Berber), inizialmente divinità della città-Stato di Ba-Bül-Ü (Babilonia, Babele), salì a dio nazionale dei territori controllati dagli Amorrei con il re (el, en, bel) Hammurabi, assunse tutte le caratteristiche del suo padre celeste, dal quale derivano culti solari più tardi come quelli che circolavano nell'impero romano in particolare fra il I e il IV secolo d.C.

    El Shaddai era il nome del Rabbioso ed Odioso DIO di Abramo, o il "Dio dei padri / Patriarchi" Biblici, che fu sostituito con Jahvè nel 6° capitolo dell’Esodo: "E Dio parlò a Mosè e gli disse, Io sono Jahvè: e Io sono apparso ad Abramo, ad Isacco, e a Giacobbe, col nome di El Shaddai, ma Io non ero noto a loro con il mio nome Jahwè".
    El Shaddai in seguito fu demonizzato in Salmi 106:37. condannato come uno dei “demoni”, il Cananeo Shedim, a cui gli Israeliti sacrificavano i loro figli e figlie.

    In altre parole, Gesù Cristo e tutti gli altri miti di analoga struttura, sono personificazioni dell'entità Solare.

    Tutte queste narrazioni sono basate sul moto del Sole attraverso il cielo, e quindi su uno sviluppo di idee astrologiche/teologiche, avvenute in ogni parte del mondo.


    Per esempio, molti degli uomini-Dio crocifissi in ogni parte del mondo, hanno in comune la data di nascita fissata al 25 Dicembre.

    Questo è dovuto al fatto che i nostri antenati avevano notato, da una prospettiva geocentrica, che il Sole si abbassa, annualmente, verso il Sud sino alla data del Solstizio d'Inverno, dove, sembra stia fermo per circa tre giorni, per poi riprendere nuovamente il suo movimento ascendente.

    In questo apparente arresto gli antichi leggevano una allegoria della morte e, nel riprendere del moto, un'allegoria della rinascita del Sole, come quel che di Gesù scendesse METAFORICA-MENTE nella Tomba per TRE giorni e ne venisse POI fuori a nuova Vita Risorta, metaforica.MENTE naturalmente.
    Gli antichi che erano eccellenti astronomi, erano comunque ben consci della necessità vitale che il Sole sorgesse regolarmente ogni giorno, che interrompesse la sua caduta stagionale e che riprendesse il suo movimento ascensionale.

    Fu così che culture, fra di loro differenti e distanti, celebrarono la rinascita del DIO Sole il 25 Dicembre.
    Il Sole muore per tre giorni a partire dal 22 Dicembre, Solstizio d'inverno, quando arresta il suo movimento discendente, per poi ritornare a nascere, o risuscitare, il 25 Dicembre, riprendendo il suo movimento ascendente.

    In alcune zone della terra, il calendario, in origine, iniziava nella costellazione della Vergine ed il Sole risulterebbe quindi partorito da una vergine.
    Il Sole è la Luce del Mondo, Il Sole cammina sopra le nubi e tutti lo possono vedere, Il Sole che si alza al mattino è il salvatore del genere umano, Il Sole porta una corona, corona di spine o aureola, Il Sole cammina sulle acque (il suo riflesso ottico, I seguaci del Sole, apostoli o discepoli sono i 12 mesi dell'anno, i 12 segni dello zodiaco, delle costellazioni, attraverso i quali il Sole stesso dovrà passare, Il Sole, a mezzogiorno, si trova nella casa, o meglio nel tempio dell'Altissimo, così egli inizia il lavoro del Padre suo al dodicesimo tempo, Il Sole entra in ciascun segno dello zodiaco ogni 30 gradi sull'orizzonte, quindi il Sole di DIO inizia il suo ministero al trentesimo anno, Il Sole è appeso ad una croce (crocifisso) il che simboleggia il suo passaggio attraverso gli equinozi e, cadendo a Pasqua l'equinozio primaverile, a quel tempo risorge.
    Insomma: È evidente che la vita del Gesù narrata nei Vangeli riprende altri antichi Miti, un fatto che ha dato adito a un dibattito ancora aperto, tanto nel seno della cultura cristiana che di quella profana.

    Qual è il significato della ripetizione di questa storia sacra ...?

    Perché sorge in modo spontaneo in tutte le civiltà del mondo ...?

    Il Cristianesimo sostiene che, con Gesù, DIO stesso irruppe nella storia umana.


    In particolare, le storie della passione del Cristo dei vangeli mi incuriosiscono in quanto del tutto simili ai miti contemporanei di salvatori che muoiono e risorgono, come Osiride, Tammuz, Baal, Attis, Adone, Ercole ed Esculapio.

    Come per Gesù, di questi personaggi si credeva che avessero avuto una vita sulla terra, che fossero stati uccisi e fossero risuscitati poco dopo.
    La loro morte e resurrezione era in molti casi celebrata ritualmente ad ogni primavera per annunciare il ritorno alla vita della vegetazione.
    In molti miti il corpo del salvatore è unto per la sepoltura, cercato da sante donne, e poi riappare vivo
    pochi giorni dopo.
    Nel quadro culturale della sua epoca, sia la nascita da una Madre vergine in seguito a una procreazione miracolosa, sia la resurrezione il terzo giorno successivo alla sua morte sulla croce equivalevano ad attribuirgli i segni distintivi della divinità.
    Ma nelle civiltà del Mediterraneo orientale del I° sec. E.V. questi prodigi supremi erano segni propri dei Numi pagani Agrari e Solari.
    Il Mito di base, che si esprime in forme diverse per ogni cultura, consiste nel dramma del giovane DIO che muore nel pieno della sua vita per rigenerare la natura con il suo Sangue, ma rinasce con il Grano nuovo della primavera, per trasformarsi nel Signore dei vivi e dei morti e nel Salvatore dell'umanità.

    C'é poi ancora da "Dire": cle la vita di Gesù come è rappresentata nei vangeli corrisponde all'archetipo mondiale dell'Eroe Mitico in cui la nascita di un eroe divino è concepita e predetta in modo soprannaturale, l'eroe neonato sfugge a tentativi di ucciderlo, dimostra la propria precoce saggezza già da bambino, riceve un incarico divino, sconfigge dei demoni, guadagna acclamazioni, è osannato come re, poi tradito, perdendo il favore popolare, giustiziato, spesso in cima a una collina, ed è discolpato e assunto in cielo.

    Queste caratteristiche si ritrovano in tutto il mondo nei miti eroici ed epici.

    I più simili a presunte biografie, come quelli di Ercole, Apollonio di Tiana, Padma Sambhava e Gautama Buddha, corrispondono a questo tipo di intreccio, su cui è probabile che gli storici possano concludere che una figura storica è stata trasfigurata dal mito.

    E nel caso di Gesù Cristo, dove praticamente ogni dettaglio della storia si adatta all'archetipo dell'eroe mitico, senza niente di aggiunto ... senza nessun dato biografico "Storico", per esempio, diventa arbitrario affermare che c'e' stata una figura REALE dietro a Tale mito.

    In Egitto questo DIO è Osiride, in Persia è Mitra, in Asia Minore è Attis, in Grecia è Dioniso.

    Non si tratta solamente di un Mito fondamentale del Mediterraneo, ma riveste un carattere universale.
    Per questo stesso motivo non può essere spiegato in maniera semplicistica come il risultato delle successive rielaborazioni di un modello originale, visto che lo troviamo anche in culture molto lontane tra loro, che non ebbero alcun contatto e che lo reinventarono autonomamente.
    Tra i nativi americani Prenobscott, ad esempio, è la Dea Madre che, commossa dalla fame dei suoi figli, si autosacrifica seminando le sue membra nella terra per tornare col raccolto di Mais e di Tabacco.
    Tra i Celti esistevano riti che prevedevano lo smembramento di una donna nei campi come rappresentazione del sacrificio della dea del raccolto, simbolismo di per se stesso centrale nel mito di Cibele e in quello di Demetra e Persefone, ma che non manca neanche nella religiosità orientale, in cui, come osservò il grande mitologo Joseph Campbell, il mito della creazione ricorre all'autosmembramento del DIO.

    Il grande e noto mitologo Joseph Campbell sottolinea come in Occidente predomini il sacrificio, mentre in Oriente si evidenzi l'autosacrificio.

    Comunque sia nel IV sec. d.C, quando si posero a "TAVOLINO" le basi Teoriche per la COSTRUZZIONE del nuovo Cristianesimo/Cattolicesimo al Concilio di Nicea, i primi cristiani di Roma avevano familiarità con tutti questi Miti e convivevano mescolandosi con i seguaci dei vari culti Solari analoghi al loro, come quello di Mitra (giunto a Roma verso il II° sec. A.E.V.), che similmente nacque da una vergine in una grotta, venne adorato dai pastori e fu assassinato dai suoi nemici che gli trapassarono il costato con una lancia, per poi resuscitare al terzo giorno.

    Di fatto, il trasferimento della festa della Natività di Gesù al 25 dicembre fu operato per far coincidere in essa i tre grandi culti monoteisti stabilitisi a Roma e dedicati a: Cristo, Mitra e al Sol Invictus.

    La Mitologia comparata ha Finora dimostrato sino a che punto vennero reinventati i dettagli del modello di base.
    La Maria Maddalena, come la Iside Egizia, vaga in cerca del DIO morto finché non lo trova, Iside resuscita Osiride, e Cristo risorto appare alla Maddalena dandole la novella del miracolo supremo.

    Di fatto esiste una speculare simmetria, un'incredibile parallelismo che riguarda persino i dettagli dei differenti miti.
    In Egitto vi fu una precedente Sacra Famiglia: Osiride, Iside e Horus ed anche una Immacolata Concezione, in una variante del mito di Osiride, Horus viene messo al mondo senza ricorrere alla sessualità, e in un'altra leggenda raccolta da Plutarco, si autogenera a Edfu antica citta egizia, una Eucarestica, la comunione osiridea con pane e vino, un DIO Supremo Uno e Trino e persino una Comunione dei fedeli nel corpo del DIO, compreso il tema della fusione mistica.
    Osiride si fuse in un unico essere con il DIO Padre (RA) e fu Salvatore degli uomini.
    Ma la quantità di numi Agrari e Solari che seguono lo stesso modello è considerevole: Adone (Siria), Bacco (Italia), Prometeo (Grecia), Orfeo-Zagreo nei culti misterici e così via.

    Tutti i grandi padri della Chiesa primitiva, la cui opera è conosciuta come patristica, conoscevano questi antichi diffusissimi Miti.
    A tale proposito, nei primi secoli della nostra era "Cristiana", si formarono due correnti opposte.
    Una, che si rifaceva a una tradizione rappresentata da San Giustino martire, sosteneva che questi miti erano parodie diaboliche ordite per proiettare dubbi sul Cristo e burlarsi del suo sacrificio.
    L'altra, che può contare su rappresentanti prestigiosi come Sant'Agostino, credeva si trattasse di prefigurazioni profetiche ispirate da DIO per rivelare agli uomini il carattere universale e la legittimità divina della missione di Cristo.
    Visto che l'irruzione del DIO Monoteista nella storia umana, assumendo un destino terreno, era il fulcro del piano del creatore, non c'era niente di più logico e naturale che imprimere quest'immagine nella profondità dello spirito umano, facendo in modo che si esprimesse diverse volte nei sogni, nei miti e nelle trance mistiche.
    Secondo Sant'Agostino la vera religione era sempre esistita "dall'inizio della razza umana, sino a che Cristo venne in un corpo, quando cominciò a chiamarsi cristiana, già esisteva".
    Da questa sua prospettiva, comune ad altri celebri pensatori della patristica, Osiride, come il Prometeo Greco: era una profezia ispirata da DIO (SIG!).

    È curioso osservare come questa polemica continua a persistere ancora oggi in seno alla chiesa cattolica:
    La Congregazione per la Dottrina della Fede, diretta dal cardinale Ratzinger, ha recentemente Castigato con il regime del silenzio il sacerdote e teologo gesuita Jacques Dupuis per aver sostenuto idee coerenti con questa linea, nel suo libro "Verso una teologia del pluralismo religioso", mentre il cardinale emerito di Vienna, Franz Kòning, e altri 75 teologi cattolici si affrettavano a firmare una lettera di appoggio a Dupuis.
    Il problema è vecchio e obbligò, a suo tempo, Sant'Agostino a ritrattare la dottrina del "Cristo Eterno".
    La chiave per comprendere il motivo di questa resistenza della gerarchia cattolica ad accettare tale tesi è semplice ... ... facendolo si rinuncia al concetto secondo il quale non c'è salvezza al di fuori della Chiesa e, allo stesso tempo, si riconosce che esistono altre vie, anch'esse legittimate dalla rivelazione, per accedere alla verità di Dio.
    Oltre a questa polemica interna, gli antecedenti mitici di Gesù provocano un altro dibattito, questa volta con il materialismo.
    Da una prospettiva profana e razionalista, gli antecedenti Agrari e Solari di Gesù vengono percepiti come prova del fatto che i Vangeli non narrano una Storia Reale, ma un Mito che avrebbe usurpato l'esistenza storica di un maestro di saggezza:
    Cioé un profeta o un messia giudaico.

    Concludendo signori miei, é evidente che il Gesù Evangelico è una figura Mitica, e tutte le idee essenziali del Cristianesimo derivano in Gran Parte dall’Antico Egitto e dal suo Antico Culto del SOLE.

    Perciò carissimi amici interlecutori accorti (Spero ve ne siano) così disse Gesù, anzi no lo disse Horus, o forse Mitra, oppure Tammuz o Shamash/Yahvé, Dionisio, Bacab, Wiracocha, Osiride, Iside, DIO RA, oppure il SOLE:
    "Egli benedisse il pane e il vino e li diede loro dicendo: - Mangiate, poiché questa è la mia carne.
    Bevete, poiché questo è il mio sangue.
    Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna
    ".

    Molto Propabilmente non l'ha mai detto nessuno questa frase, ma e comunque saggio nella Dieta Nutrirsi Mangiando il Pane e Bere il Vino, possibilmente anche con il Companatico che meglio lo completa.

    Il Pane, Salame e ... Filosofia vanno da sembre a "Braccetto".

    Cioé si parla di emozioni Pratiche pure se di "Pane" in Bricciole si tratta.
    Il nome si rifà alla storia di Pollicino, che dissemina briciole di pane lungo il cammino per poter ritrovare la strada di casa.
    Il titolo suggerisce subito il vero intento della Filosofia Pratica: raffigurare il mondo dei miti greci: Dioniso è colui che reca e mesce il vino e Demetra rappresenta la terrestrità della Cultura originariamente contadina del popolo Greco.
    Pane e Vino rivelano già il tentativo di procedere oltre la rigida tradizione cristiana, o almeno un Progetto Magnifico di superare il Nefasto Cristianesimo rappresentato dalla Chiesa Cattolica in Primis, non disdegnando lo stesso Disprezzo per tutte le altre sette che di "Contorno" hanno ben Disegnato la Cristianità tutta.

    "Chi Beve Birra Campa Cent'Anni"
    Recitava un vecchio spot pubblicitario
    .

    Lo confermano i ricercatori di mezzo mondo: Bere Birra fa Bene alla salute, forse non in misura tale da assicurare Cent'Anni di Longevità, ma comunque quanto basta per dare al nostro corpo alcuni principi nutritivi fondamentali.
    La Birra Daltronde non era Anchessa, la bevanda degli DEI ... si dall'Antico Egitto, ed Oltre ...?

    L'acqua seppur non contenplata dal Maestro Cristiano come Primeva Bevanda Dissetante, cè da dire che le altre poi alla fine son tutte assetanti, Vino & Birra Compresi, e alla fin fine, Birra o non Birra, Vino o non Vino, Grappa o non Grappa suo diretto derivato, fanno venir voglia di prendere sempre un altra sorsata di Fresca pura acqua di Fonte Naturale.

    Assumendone a sufficienza é innegabile che tali Prodotti Solari Donino Ristoro Piacere e Salute, é un fatto: preciso e pragmatico ....
    ... che Doni pure Vita Eterna .... Mi permetto di Dubitarne ... tantoché nemmeno la Fonte in Primis dei prodotti sopra indicati ... il SOLE ...é in Grado di Vivere per SEMPRE ... figuriamoci TUTTI i suoi GENERATI ... tra cui: ... credetemi Sulla Parola vi prego ...
    ... Il Gesù Evangelico Cristiano che ne é l'Esatta sua Intrinseca Germinazione CULTURALE

    ... Anche per tutte queste Intrinseche verità Storiche/Culturali ...
    ... Sono ancora ateo ... grazie a DIO ...
    affraid


    lol! lol! lol! lol! Pasquino lol! lol! lol! lol!


    P.S.
    "Il Cristianesimo é la più ridicola, la più assurda e sanguinaria religione che abbia mai infettato il mondo".
    Voltaire - François Marie Arouet-1694-1778)

    "La religione é considerata vera dalla gente comune (dalla Gente Idiota), falsa dai saggi, utile dai governanti".
    Seneca (ca. 5 a.C.- 65 E,V.
    [/center]


    Ultima modifica di io_Pasquino il Sab Mag 21 2011, 18:57, modificato 52 volte
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    luomodelponte

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    Re: IL SIMBOLISMO DEL PANE E DEL VINO

    Messaggio Da luomodelponte il Dom Mag 15 2011, 04:05

    mi ma quanto sei lungo !!!!!!!!!!!!!!!!!per leggerti aspetto di prendermi le ferie ... ha ha ha ....Smile)

    io_Pasquino

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    Re: IL SIMBOLISMO DEL PANE E DEL VINO

    Messaggio Da io_Pasquino il Dom Mag 15 2011, 18:42


    Quando ci Vuole ci Vuole ... !
    Specie quando si é Troppo Corti e Poco Accurati ...!

    lol! lol! lol! Pasquino lol! lol! lol!

    io_Pasquino

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    Re: IL SIMBOLISMO DEL PANE E DEL VINO

    Messaggio Da io_Pasquino il Ven Mag 20 2011, 18:10






    Il Buon Natale (del Sole Invitto)

    Buon Natale, si sente augurare in ogni dove, da grandi e piccini.
    Naturalmente, l’augurio nella maggioranza dei casi è una pura coazione a ripetere.
    Ma coloro che non pensano a quello che dicono, credono di commemorare con i loro augùri la nascita di Gesù.
    E la maggioranza degli àuguri non sa, o ha dimenticato, che la scelta del 25 dicembre come giorno del Natale cristiano è mutuata
    dalla festa del Sol Invictus, “Sole Invitto”, il Dio Sole (El Gabal - Ebraico) che l’imperatore Eliogabalo importò nel 218 a Roma dalla Siria.

    L’imperatore Aureliano ne instaurò il culto nel 270 e ne consacrò il tempio il 25 dicembre 274, durante la festa del Natale del Sole: il giorno, cioè, del solstizio d’inverno secondo il calendario giuliano, quando il Sole tocca il punto più basso del suo percorso, si ferma (da cui il nome sol stitium, “fermata del Sole”) e ricomincia la sua salita, in un succedersi di eventi che si può metaforicamente descrivere come la sua “morte, resurrezione e ascesa in cielo”.
    Il 7 marzo 321 l’imperatore Costantino dichiarò poi il "Dies Solis", che ancor oggi si chiama in inglese "Sunday", giorno del riposo romano.

    Dopo essere evidentemente stato notato dai fedeli dei due culti, anche grazie a pronunciamenti evangelici quali:
    "Io sono la luce del mondo"...
    Il collegamento fra Cristo e il Sole venne ufficializzato nel 350 da Papa Giulio I°... con l’invenzione del 25 Dicembre come: Natale di Gesù.
    Anche il Dies Solis fu adottato dai Cristiani come giorno di riposo, benchè col nome di Domenica, da Dominus, “Signore”.

    Il culto di Cristo non riuscì però a rimuovere quello del Sole, come dimostra il Sermone di Natale del 460 di papa Leone Magno:
    "E’ così tanto stimata questa religione del Sole che alcuni cristiani, prima di entrare nella Basilica di San Pietro Apostolo, dedicata all’unico DIO, vivo e vero, dopo aver salito la scalinata che porta all’atrio superiore, si volgono al Sole e piegando la testa si inchinano in onore dell’astro fulgente. Siamo angosciati e ci addoloriamo molto per questo fatto, che viene ripetuto in parte per ignoranza e in parte per mentalità pagana".
    Benché "ignorante e pagano", il simbolismo solare permane comunque ancor oggi nei rituali della Chiesa: principalmente nell’uso dell’ostensorio, in cui l’ostia consacrata viene esibita come un Sole irradiante raggi dorati.

    Esso fu introdotto nella liturgia cristiana da Bernardino da Siena nel secolo XV, ma era di uso comune già nella liturgia Egizia per il culto di Aton, il DIO unico di Akhenaton rappresentato dal Disco Solare.
    Lo stesso DIO, cioè, che potrebbe aver ispirato Jahvè a Mosè: in tal caso, veramente Gesù sarebbe il Figlio del Padre, e il cerchio si chiuderebbe storicamente.

    Ma si chiude in ogni caso etimologicamente, perché non sono affatto casuali i legami tra le divinità indoeuropee e la luce: l’italiano DIO, il latino DEUS, il greco THEOS e il Sanscrito DYAUS derivano infatti tutti da un’unica radice che significa "LUMINOSO" o "SPLENDENTE", e identificavano variamente il Giorno (da cui il latino DIES) e il cielo.

    I nomi comuni sono poi stati personificati nei nomi propri Dyaus Pitar indù, Zeus Pater greco, Deus Pater latino e Dio Padre
    in italiano, che significano semplicemente "Padre Cielo" o, con una ulteriore ipostatizzazione: "Padre - NOSTRO - che sei nel Cielo".

    Leone Magno aveva dunque ragione di essere addolorato, perché recitando il Padre Nostro i Cristiani si rivolgono
    semplicemente a Giove, il cui nome "Iove" non è altro che l’Ablativo di: Iuppiter, a sua volta contrazione del vocativo
    "DYEU PITAR".

    Un minimo di linguistica basta dunque a smascherare l’anacronismo della fede in "DIO Padre": cioè, in "Padre Cielo", quello
    stesso che nella religione naturalistica del Rig Veda era sposato a
    Prithvi Mata, la "Madre Terra", e aveva come figli:
    il fuoco
    "Agni" e la pioggia "Indra".

    E’ su queste oscure confusioni tra la Luce e Dio da un lato, e tra il Sole e Cristo dall’altro, che si basa e prospera la ...
    ... STUPIDISSINA mitologia Cristiana.

    Ricordiamocelo e ricordiamolo, quando riceviamo e facciamo gli auguri di Buon Natale.

    In fondo, il vero significato del Natale è questo: non che "un bimbo è nato in noi", ma che da oggi le giornate saranno
    sempre meno Buie più Lunghe e sempre più Luminose.
    E’ una bella notizia quando arriva dunque, Quel Natale lì, é un Buon Natale per tutti: ... del "Sole Invitto", natural- MENTE ...!

    affraid affraid affraid Pasquino lol! lol! lol!

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    Re: IL SIMBOLISMO DEL PANE E DEL VINO

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