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Con ciò non si vuole però giustificare scontro , violenza ed offesa ,ma solo evidenziare che nel confronto un certo grado di conflittualità pare sia quasi fisiologica ed inevitabile , e che imparare da se stessi , evitando di cadere in una spirale di reazioni di attacco e difesa è un'arte imprescindibile , come basilare presupposto di una concreta maturità personale.

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    LE RELIGIONI SONO UNA , in una lettera del 1920 di Abdul-bahà

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    LE RELIGIONI SONO UNA , in una lettera del 1920 di Abdul-bahà

    Messaggio Da admin il Mer Ago 31 2011, 00:01

    23. O tu che cerchi la verità! La tua lettera del 13 dicembre 1920 è pervenuta.
    Dai tempi di Adamo, fino ad oggi, le religioni di Dio sono state palesate, l'una dopo l'altra, e hanno assolto le proprie specifiche funzioni, vivificando l'umanità e portando educazione e lume. Esse hanno liberato le genti dalle tenebre del mondo della natura, introducendole nel fulgore del Regno. Ciascuna di queste successive Fedi e Leggi, dopo essere stata rivelata, rimase per alcuni secoli quale albero ca-rico di abbondanti frutta, e da essa dipese la felicità del genere umano. Ma poi, col trascorrere dei secoli, invecchiò e smise di fiorire e non produsse più frutti: ed è per questo che fu poi ringiovanita.
    La religione di Dio è una sola, ma deve essere sempre rinnovata. Mosè, per esempio, fu inviato fra gli uomini e istituì una Legge e, grazie a questo, i Figli di Israele, liberati dall'ignoranza, pervennero alla luce; sollevati dall'abiezione, ottennero gloria imperitura. Eppure, col lento trascorrere degli anni, quella radiosità svanì, quello splendore declinò, quel fulgente mattino divenne notte; e quando quella notte si fece ancora più oscura, albeggiò la stella del Messia, sì che di nuovo una gloria rischiarò il mondo.
    Vogliamo dire: la religione di Dio è una sola, ed è maestra dell'umanità, ma pure bisogna che sia rinnovata. Quando si pianta un albero, esso cresce giorno dopo giorno; mette fiori e foglie e succulenti frutti. Ma dopo lungo tempo, invecchia, e cessa di produrre frutti. Allora l'Agricoltore della Verità ne raccoglie il seme e lo pianta in puro terreno; ed ecco ergersi il primo albero, tale qual era prima.
    Osserva con attenzione come in questo mondo dell'esistenza ogni cosa debba essere rinnovata. Guarda al mondo materiale circostante, vedi come sia stato oggi rinnovato. I pensieri sono cambiati, i modi di vita sono stati riveduti, le scienze e le arti mostrano un nuovo vigore, vi sono nuove scoperte e invenzioni, nuove percezioni. Com'è dunque possibile che una forza vitale qual'è la religione - garante dei grandi progressi dell'umanità, strumento per conseguire la vita eterna, apportatrice di infinita eccellenza, luce di entrambi i mondi - non venga rinnovata? Ciò sarebbe incompatibile con la grazia e la bontà del Signore.
    La religione, inoltre, non è una serie di credenze, un insieme di abitudini; essa consiste degli insegnamenti del Signore Iddio, insegnamenti che costituiscono la vita del genere umano, che spronano la mente a nobili pensieri, raffi-
    nano il carattere e gettano le basi per l'onore imperituro dell'uomo.
    Osserva: sarebbe mai possibile placare queste febbri nel mondo della mente, questi fuochi di guerra e di odio, di risentimento e di livore tra le nazioni, queste aggressioni di popoli contro altri popoli, che hanno distrutto la tranquillità del mondo intero, altrimenti che mediante le acque vive dei precetti di Dio? No, mai!
    Ed è chiaro: è necessario avvalersi di una forza che tra-scenda e travalichi le forze della natura, onde trasformare in luce questo buio tenebroso e questi odi, risentimenti, rancori e livori, queste interminabili risse e guerre cangiare in amicizia e amore fra tutte le genti della terra. Questa forza non è altro che il soffio dello Spirito Santo e il possente afflato della Parola di Dio.

    (Abdu'l-bahà, Antologia)


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