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    Melchisedec: la prima venuta del Messia (studio)

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    luomodelponte

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    Melchisedec: la prima venuta del Messia (studio)

    Messaggio Da luomodelponte il Gio Mar 08 2012, 02:00

    Melchisedec: la prima venuta del Messia

    Melchisedec nella Bibbia

    La figura di Melchisedek rappresenta, probabilmente, il più complesso enigma del Vecchio e soprattutto del Nuovo Testamento.

    Sebbene la figura di questo personaggio appaia pochissime volte nei testi canonici esso ricopre una funzione particolarissima che, per certi versi appare paritetica se non superiore a quella di Gesù.

    Per rendercene conto basta leggere il seguente brano tratto dalla Lettera agli Ebrei, che interpreta la funzione sacerdotale di Gesù paragonandola a quella di Melchisedec :

    Ebrei 5:6 Altrove egli dice anche:

    «Tu sei sacerdote in eterno

    secondo l'ordine di Melchisedec».

    Ebrei 5:8 Benché fosse Figlio, imparò l'ubbidienza dalle cose che soffrì; e, reso perfetto, divenne per tutti quelli che gli ubbidiscono, autore di salvezza eterna,essendo da Dio proclamato sommo sacerdote secondo l'ordine di Melchisedec.

    Ebrei 6:19 Questa speranza la teniamo come un'àncora dell'anima, sicura e ferma, che penetra oltre la cortina,dove Gesù è entrato per noi quale precursore, essendo diventato sommo sacerdote in eterno secondo l'ordine di Melchisedec.

    Ebrei 7:1 Questo Melchisedec, re di Salem, era sacerdote del Dio altissimo. Egli andò incontro ad Abraamo, mentre questi ritornava dopo aver sconfitto dei re, e lo benedisse.E Abraamo diede a lui la decima di ogni cosa. Egli è anzitutto, traducendo il suo nome, Re di giustizia; e poi anche re di Salem, vale a dire Re di pace.È senza padre, senza madre, senza genealogia, senza inizio di giorni né fin di vita, simile quindi al Figlio di Dio. Questo Melchisedec rimane sacerdote in eterno.


    Ebrei 7:11 Se dunque la perfezione fosse stata possibile per mezzo del sacerdozio levitico (perché su quello è basata la legge data al popolo), che bisogno c'era ancora che sorgesse un altro sacerdote secondo l'ordine di Melchisedec e non scelto secondo l'ordine di Aaronne?

    In effetti nella lettera agli ebrei, sebbene la figura di Melchisedec sia utilizzata per sostenere la superiorità del sacerdozio di Gesù rispetto a qualunque altro quale necessario presupposto per il superamento della Legge, viene posto anche un problema reale: che senso ha il brano biblico chiaramente riferito alla figura messianica, tratto dai Salmi e citato nella lettera che riportiamo di seguito?

    Salmi 110:4 Il SIGNORE ha giurato e non si pentirà:

    «Tu sei Sacerdote in eterno,

    secondo l'ordine di Melchisedec».

    La lettera agli Ebrei, e prima di essi il Salmo, cita l'oscuro Re di Salem che ritroviamo solo nel seguente brano della Genesi:

    Genesi 14:18 Melchisedec, re di Salem, fece portare del pane e del vino. Egli era sacerdote del Dio altissimo.

    Ma chi era questo personaggio e cosa aveva fatto di tanto eccezionale da risultare superiore a qualunque altro personaggio biblico tanto da essere associato alla figura del sacerdote eterno?

    Limitandosi al testo biblico canonico questa resta una domanda priva di risposta, ma si può andare ben oltre, spostandosi su un genere letterario veterotestamentario ben noto a Qumran: la letteratura enochica.

    Melchisedec: l'altra storia

    Una nascita soprannaturale simile a quella di Gesù

    Non si potrà non riflettere, alla fine di questa esposizione, sul fatto che questa letteratura permei in modo diretto ed indiretto tutta la documentazione qumramiana, ciò, insieme agli impressionanti paralleli tra i contenuti di questi documenti ed i Vangeli, rafforza la nostra convinzione di uno strettissimo collegamento tra la storia di Gesù e Qumran al punto che, a nostro avviso, non si potrà mai comprenderne la figura storica prescindendo da questo legame.

    Il testo cui faremo riferimento é, ancora una volta, il Libro dei Segreti di Enoch conosciuto anche come Il Secondo libro di Enoch.

    Scoperto dal prof. Sokolov nel 1886 nell'archivio della Biblioteca di Belgrado rappresenta, a mio avviso, un vero e proprio enigma sia per la notevole affinità con i testi cristiani, sia per quanto già fatto notare in un precedente articolo dedicato ai paralleli con il Rotolo dell'Angelo, ma soprattutto per la incredibile storia che chiude il testo.

    Nir, figlio di Matusalemme e fratello di Noè visse una storia molto simile a quella che svariati secoli dopo ebbe Giuseppe il falegname come protagonista: vediamola con le parole del testo enochico:

    Libro dei Segreti di Enoch 71,[1] Ecco, la moglie di Nir, Sofonim , essendo sterile non aveva generato (figli) a Nir. [2] Sofonim era al tempo della vecchiaia e nel giorno della morte e concepì nel suo grembo e Nir il sacerdote non aveva dormito con lei dal giorno nel quale il Signore lo aveva posto di fronte al popolo. [3] Sofonim ebbe vergogna e si nascose tutti i giorni e nessuno del popolo lo venne a sapere. [4] Era al giorno del parto e Nir si ricordò di sua moglie e la chiamò da lui nella (sua) casa per conversare con lei. [5] Sofonim andò da suo marito ed ecco, era gravida al tempo del parto. [6] Vedendola, Nir si vergognò grandemente di lei e le disse: "Perché hai fatto questo, o donna, e mi hai svergognato di fronte a tutto il popolo? Ora vattene da me, va dove hai concepito la vergogna del tuo ventre, perché io non insudici le mie mani su di te e pecchi (davanti) al volto del Signore". [7] Sofonim rispose a suo marito, dicendo: "Ecco, o mio signore, il tempo della mia vecchiaia e non c'é stato in me l'ardore della giovinezza e non so come é stata concepita l'indecenza del mio grembo". [8] Nir non la credette e Nir le disse una seconda volta: "Vattene da me, perché non ti colpisca e pecchi (davanti) al volto del Signore". [9] Accadde che mentre Nir parlava a sua moglie, Sofonim cadde ai piedi di Nir e morì.

    Esistono sicuramente, due differenze evidenti con la nascita di Gesù: a Sofonim non viene spiegato da Dio, il motivo di quel concepimento miracoloso, nè a Nir é dato il tempo di comprendere il suo errore.

    L'eccezionalità evidente, di questo evento sta soprattutto nel fatto che non ne esiste un'altro simile se non quello di Gesù nei Vangeli, ma come vedremo tra breve l'episodio presenta caratteristiche ancor più interessanti.

    Il segno divino viene inviato a Nir, ma solo dopo la morte di Sofonim:

    Libro dei Segreti di Enoch 71,[10] Nir si afflisse grandemente e disse nel suo cuore: "Le é forse successo per la mia parola?" . [11] E ora, misericordioso (é) il Signore eterno, perché la mia mano non é stata su di lei" . [12] Nir si affrettò e chiuse la porta della sua casa e andò da suo fratello Noé e gli raccontò tutto ciò che era successo a sua moglie. [13] Noé si affrettò verso la camera di suo fratello e l'aspetto della moglie di suo fratello (era) nella morte e il suo ventre (era) nel tempo del parto . [14] Noé disse a Nir: "Non essere afflitto, Nir, fratello mio, perché il Signore oggi ha coperto la nostra vergogna, perché nessuno del popolo lo sa e [15] ora affrettiamoci, seppelliamola e il Signore coprirà la nostra onta". [16] Posero Sofonim su un letto, la rivestirono di vesti nere, chiusero la porta e scavarono tombe in segreto. [17] Quando furono usciti verso la sua tomba, il fanciullo uscì dal cadavere di Sofonim ed era seduto sul letto. Noé e Nir entrarono per seppellire Sofonim e videro il fanciullo seduto presso il cadavere, che stava asciugando il suo vestito. [18] Noé e Nir si spaventarono molto: il fanciullo era infatti compiuto nel corpo, parlava con la sua bocca e benediceva il Signore.

    Ci troviamo di fronte ad un fatto eccezionale che fa di Melchisedec una creatura con chiare analogie con la vicenda del piccolo Gesù, ma con qualcosa in più: egli nasce da una donna morta e nasce già maturo tanto da poter glorificare il Signore.

    Melchisedec: il più grande tra i sacerdoti

    Il perché quella nascita fosse così importante per la discendenza di Enoch e per la storia biblica, é immediatamente chiaro dalle stesse parole di Noè::

    Libro dei Segreti di Enoch 71,[19] Noé e Nir lo guardarono molto, dicendo: "Questo (viene) dal Signore, fratello mio". Ed ecco il sigillo del sacerdozio (era) sul suo petto ed (era) glorioso d'aspetto. [20] Noé disse a Nir: "Fratello, ecco che il Signore rinnova la dimora della santificazione dopo di noi". [21] Nir e Noé si affrettarono e lavarono il fanciullo e lo rivestirono delle vesti del sacerdozio. Nir gli diede i pani benedetti ed egli mangiò. E lo chiamarono col nome di Melchisedec.

    Quindi Melchisedec assicura una discendenza al sacerdozio, ma rappresenta anche la massima forma di sacerdozio.

    Ma Melchisedec non esercitò subito la sua funzione nè, come vedremo, lo fece mai almeno in vita:

    Libro dei Segreti di Enoch 71,22] Noé e Nir presero il corpo di Sofonim, la svestirono delle vesti nere, lavarono il suo corpo e la vestirono di vesti luminose e scelte e le costruirono un'altra tomba. [23] Noé, Nir e Melchisedec andarono e la seppellirono pubblicamente (e) onorevolmente. Noé disse a suo fratello: "Custodisci il fanciullo in segreto fino al tempo (favorevole), perché il popolo é diventato malvagio su tutta la terra e, vedendolo, in qualche modo lo faranno morire". Noé andò al suo luogo

    Nir si pose le stesse domande che ci stiamo ponendo noi oggi di fronte all'enigma Melchisedec, ed ebbe le risposte che cercava con qualcosa in più estremamente interessante per la nostra chiave di lettura:

    Libro dei Segreti di Enoch 71,[24] Ed ecco tutte le iniquità su tutta la terra nei giorni di Nir. [25] Nir si affliggeva assai più per il fanciullo, dicendo: "Che cosa farò di lui?". Tendendo le sue mani verso il cielo, Nir invocò il Signore, dicendo: "Ahimé, o Signore eterno, tutte le iniquità si sono moltiplicate sulla terra nei miei giorni e io comprendo che la nostra fine é vicina. [26] Ora, Signore, che cos'é l'apparizione di questo fanciullo e qual é il suo destino e che cosa farò di lui, perché non sia coinvolto con noi in questa distruzione?". [27] Il Signore udì Nir, gli apparve in una visione notturna e gli disse: "Ecco, Nir, una grande perdizione ha già avuto luogo sulla terra: non la soffrirò, né la sopporterò più. Ecco, io penso di far cadere in breve giù sulla terra una grande distruzione; [28] ma per il fanciullo non preoccuparti, Nir, poiché io tra poco manderò il mio arcangelo Michele e prenderà il fanciullo e lo deporrà nel paradiso dell'Eden. [29] Non perirà con quelli che devono perire e io l'ho mostrato e sarà il mio sacerdote dei sacerdoti nei secoli Melchisedec; io lo santificherò e lo trasformerò in un grande popolo che mi santificherà". [30] Nir, levatosi dal suo sonno, benedisse il Signore che gli era apparso, dicendo: "Benedetto il Signore Dio dei nostri padri, che non ha dato biasimo al mio sacerdozio nel sacerdozio dei miei padri, perché la tua parola ha creato un grande sacerdote nell'utero di Sofonim mia moglie. [31] Poiché io non avevo discendenza e questo fanciullo sia al posto della mia discendenza ed egli diventerà mio figlio e tu lo conterai con i tuoi servi, [32] con Sonfi e Onoch e Rusi e Milam e Seruch e Arusan, Nail ed Enoc e Matusalemme e il tuo servo Nir [33] e Melchisedec sarà il capo dei sacerdoti in un'altra stirpe.

    Melchisedec é quindi il capo di tutti i sacerdoti che svolge la sua funzione eterna nell'Eden.

    Ciò che appare eccezionale, dal punto di vista della correlazione con Gesù, é la profezia del "grande popolo" che spiega mirabilmente la funzione di Gesù facendola apparire come la naturale prosecuzione di quella di Melchisedec.

    In buona sostanza Melchisedec e Gesù appaiono la stessa persona entrambe nati in maniera miracolosa e destinati ad una funzione eterna di sacerdozio ma anche di salvatori del mondo dal peccato e padri di un nuovo popolo.

    L'epilogo

    Libro dei Segreti di Enoch 71,[1] Accadde che quando il fanciullo ebbe terminato quaranta giorni nella dimora di Nir, il Signore disse all'arcangelo Michele : "Scendi sulla terra da Nir il sacerdote e prendi il fanciullo Melchisedec che é con lui e ponilo nel paradiso dell'Eden in custodia. Infatti già si é avvicinato il tempo e io lascerò andare tutte le acque sulla terra e perirà tutto ciò che c'é sulla terra [2] e io lo rialzerò in un'altra stirpe e Melchisedec sarà il capo dei sacerdoti in quella stirpe. [3] Michele si affrettò e volò giù di notte. Nir dormiva di notte sul suo letto e Michele, apparsogli gli disse: "Così parla il Signore a Nir: Consegnami il fanciullo che ti ho affidato". [4] Nir non riconobbe colui che gli parlava e il suo cuore era turbato: "Il popolo, venuto a sapere del fanciullo, disse, lo prenderà e l'ucciderà? Poiché il cuore del popolo é diventato malvagio davanti al volto del Signore". Rispose a Michele e disse: "Io non ho (nessun) fanciullo e non riconosco chi parla con me". [5] Michele gli rispose: "Non temere, Nir, io sono l'arcangelo Michele. Il Signore mi ha mandato ed ecco, io prenderò oggi il tuo fanciullo e andrò con lui e lo deporrò nel paradiso dell'Eden". [8] Nir si ricordò del suo primo sogno e credette e rispose a Michele: "Benedetto il Signore che ti ha mandato oggi da me e ora benedici il tuo servo Nir e prendi il fanciullo e fa di lui tutto ciò che ti é stato detto". [9] Gabriele prese il fanciullo Melchisedec quella notte sulle sue ali e lo depose nel paradiso dell'Eden. [10] Nir si levò il mattino e andò in casa e non trovò il fanciullo . Nir ne ebbe gioia e afflizione grandemente, perché aveva il fanciullo al posto di un figlio.

    Questo sembra l'epilogo di una storia scritta in precedenza, ma non si può non rimanere stupiti di fronte ad un altro particolare incredibile almeno come la storia che abbiamo riletto: Melchisedek rimane 40 giorni nella dimora di Nir: tanti quanti Gesù trascorse nel deserto in solitudine, quella solitudine forse rotta da quella strana storia che vede protagonista Yoshua ben Pediah (Gesù figlio di Pediah) nel Rotolo dell'Angelo, portato in cielo dall'Angelo Pnimea.

    Melchisedec: l'etimologia e la legenda del re di Salem

    Il nome dato a Melchisedec non fu certo scelto a caso: l'etimologia ci aiuta a far luce sul dilemma rappresentato dall'oscuro re di Salem che può essere sintetizzato come segue: se Melchisedec era il fanciullo divino del libro di Enoch chi era e come nacque la leggenda del re di Salem e del suo sacerdozio?

    Una probabile etimologia del nome é meh'-lek (Re) tsaw-dak (giustizia) e quindi il Re di Giustizia.

    Probabilmente nel tempo si era persa la reale storia di Melckisedek e il Sacerdote Eterno divenne semplicemente l'oscuro re di Salem la cui leggendaria funzione di Sacerdote Eterno si conservò unicamente nei Salmi e nei libri conservati dalla comunità qumramiana.

    La comunità qumramiana gran conoscitrice della letteratura enochica, e radice della prima comunità cristiana non ebbe alcuna difficoltà nell'associare il Uomo soprannaturale, Re e Sommo Sacerdote Melchisedec, al Messia e quindi a Gesù.

    Lo stesso non può certo dirsi per l'autore della lettera agli ebrei, che si fermò sulla soglia della legenda veterotestamentaria non conoscendo, chiaramente, la letteratura enochica.

    Vogliamo far notare come la funzione regale di Melckisedec implicita nel suo nome, il sommo sacerdozio eterno che fu nella sua funzione, la nascita soprannaturale ne faccia l'antesignano perfetto del Messia.

    L'interpretazione proposta da Mario Pincherlè nel suo interessante e recente romanzo stereografico "Paolo il Falso" ed.: Macro, si avvicina molto alla identificazione ed alla interpretazione da noi proposta ipotizzando, probabilmente non a torto, che la leggenda del Re di Giustizia, Figlio di Dio avesse fatto parte del bagaglio e delle riflessioni che percorsero la mente di Paolo.

    Alla sua interessante proposta si possono, però, fare due obiezioni, non é affatto certo (anzi sembra vero il contrario) che la lettera agli Ebrei sia stata scritta dall'"apostolo" ed inoltre, la lettera agli Ebrei (a differenza dei rari testi giudeo-cristiani contenuti nel NT come la Lettera di Giuda) sembra non conoscere affatto la leggenda del Fanciullo Divino: Melchisedek, rifacendosi, come già detto, solo alla leggenda biblica tradizionale relativa al re di Salem.

    Se vogliamo, da questa osservazione ne nasce un'altra: chi scrisse la lettera agli Ebrei non era certamente un conoscitore della cultura esseno-qumramiana e quindi, ma questa non é una novità, un giudeo-cristiano "pentito".

    Melchisedec: re, sacerdote e messia: 11QMelch

    Riportiamo una suggestiva sintesi che chiude il cerchi della identificazione e che qualifica Melchisedec come il messia dipingendone uno stupendo ritratto.

    Il brano é stato ritrovato a Qumran e testimonia l'importanza ineludibile di questa letteratura, per la comprensione del Gesù storico.

    Abbiamo riportato il brano interamente nella sezione documenti qui stralceremo le parti principali che delineano funzioni e compiti del re sacerdote, insieme alla sua correlazione al messia di Davide.

    Mechisedec fa espiazione per i peccatori negli ultimi giorni

    11QMelch [2] ... E a proposito di quanto ha detto :<< In questo anno del giubileo ognuno ritornerà al proprio patrimonio>>; [3] e a proposito di quanto ha detto : << Ogni creditore avente un pegno a sua disposizione condonerà ciò su cui ha pattuito con il suo prossimo con l'atto di pignorazione: non farà pressione nè sul suo prossimo nè sul suo fratello quando avrà fatto appello[4] a Dio per il suo condono>>. L'interpretazione si riferisce alla fine dei giorni ai prigionieri che...ha imprigionato... e dalla eredità di Melchisedec... ... Melchisedec che li restituirà a loro e per loro farà appello alla liberazione, lasciandoli liberi ed espiando le loro iniquità... questa parola.

    Il brano ci riporta automaticamente alla funzione espiativa di Gesù. Gesù, quindi, venuto per espiare il peccato e che invita i peccatori a condonare i loro debiti al prossimo perché siano condonati i propri di fronte a Dio.

    Gesù (Salvezza) - Melchisedec (Re di Giustizia) si fa tramite con Dio per l'espiazione del peccato quale sommo sacerdote presiedendo al suo stesso sacrificio espiatorio.

    11QMelch[9] Egli ha stabilito un anno del suo beneplacito per Melchisedec... e i santi di Dio per la sovranità del giudizio. Come stà scritto a[10] suo riguardo nei canti di David, il quale disse << Dio presiede l'assemblea divina, sentenzia in mezzo agli dei>>. E a suo riguardo disse (ancora): [11] <<Ritorna su di essa in alto Dio arbitro dei popoli>>; e disse << Fino a quando compirete giudizi iniqui e sarete parziali con i peccatori? Selah>>.

    Il brano finale di questo documento di inestimabile valore per la storia cristiana, rappresenta la chiave di volta e l'anello mancante:

    11QMelc [12] L'interpretazione si riferisce a Belial e agli spiriti del suo partito che... nel libro di ... [Melchisedec vendicherà i giudizi di Dio dalla mano di Belial e dalla mano degli spiriti del suo partito [14] e avrà in suo aiuto tutti gli dei eterni. Questo appunto é quanto ha detto : Tutti i prodi... ... [15] questo. Questo é il giorno della strage del quale parlò, per la fine dei giorni, per mezzo del profeta Isaia il quale disse:

    <<Come sono graziosi sui monti, i passi del messaggero che proclama la pace, del messaggero del bene che proclama la salvezza, che dice a Sion: il tuo Dio Regna!>>

    [17] L'interpretazione é: i monti... i loro prodotti ... per ogni ... [18] e il messaggero é il messia colui del quale Daniele disse:... un messagero [19] di bene che proclama la salvezza.

    Questo appunto é quanto stà scritto su di lui, ciò che ha detto...[20] per consolare ... li ammaestrerà in tutti i tempi determinati per l'ira

    Il messaggero di Pace é allo stesso tempo il Messia ma anche il Re di Giustizia:Melchisedec. La sua venuta, che pure é quella di un'uomo di pace, porta alla strage ed alla diaspora che seguì l'ultimo dei giudizi ingiusti per mano dei figli di Belial: quello che portò al suo assassinio.

    Nel complesso i nomi ai nomi di Gesù (Yeshua = Dio é salvezza, Meshia = l'Unto della casa di Davide, Emmanuele = Dio é con Noi) si aggiunge anche quello di Mechisedech ("Re di Giustizia") che con la sua funzione sacerdotale spiega la unificazione in Gesù della funzione regale ottenuta per discendenza e per nascita sovrannaturale simile a quella del fanciullo Melchisedec a quella del sacerdozio eterno che, citato nella lettera agli Ebrei, assume solo ora il suo pieno senso dopo aver liberato Melchisedec dall'ombre dell'oscuro re di Salem in realtà mai esistito.

    Sempre rifacendosi alla letteratura qumramiana non si può non ricordare qui, una interessante coincidenza.

    Negli scritti qumramiani si parla spesso degli eletti, come Figli di Sadoc. Il termine designa talora una stirpe di sacerdoti eletti, talora l'intera comunità qumramiana.

    Un esempio del primo caso si ha nel Documento di Damasco (CD III,21 e seg.) in cui i sacerdoti vengono distinti in tre gruppi "I sacerdoti, i leviti e i figli di Sadoc...". E' interessante notare che nel testo esplicitamente richiamato Ezechiele, ma con una differenza sostanziale: per Ezechiele le tre parole sono sinonimi di una sola categoria di sacerdoti e non tre (Ez 44,15 "I sacerdoti figli si Sadoc").

    Un esempio illuminante, del secondo caso, invece, lo troviamo nel Florilegio (4Q174) "Costoro (gli eletti) sono i figli di Sadoc, e gli uomini del loro consiglio coloro che inseguono la giustizia che verranno dopo di loro per il consiglio della comunità..."

    Vista la personificazione del termine Sadoc ( tsaw-dak = Giustizia) Melchisedec - Re di Giustizia ( meh'-lek + tsaw-dak ) ci riporta da un lato al popolo promesso nel libro dei segreti che potrebbe benissimo essere identificato con il Figli di Sadoc e dall'altro non ci può non riportare al capo della comunità che era denominato il Maestro di Giustizia. L'associazione é giustificata dal fatto che Melchisedec, come Re di Giustizia e come sommo capo dei sacerdoti e capostipite del sacerdozio eterno collega insieme gli attributi di re e di sacerdote.

    1QMlech insieme al libro dei segreti di Enoch, da corpo, a nostro avviso, alla fusione timidamente proposta dallo stesso Moraldi ("I Manoscritti del Mar Morto" - Luigi Moraldi ed. TEA) tra Dio, Re, Sacerdote e Messia nel nome di Melchisedek a commento del testo qumramiano qui proposto.

    La storia del Mondo in sette settimane

    Abbiamo rivisitato un testo che, a nostro avviso, ha delle conseguenze straordinarie non solo per la comprensione del Gesù storico ma anche per gli eccezionali risvolti teologici che da esso scaturiscono.

    Vogliamo, ora, proporre un'altro eccezionale brano profetico tratto da un altro dei libri della letteratura enochica la cui stesura precede, sicuramente, la nascita di Gesù: l'epistola di Enoch.

    La profezia richiama la profezia delle settanta settimane di Daniele, ma lo fa in forma, se si vuole, meno criptica.

    Ne proponiamo una interpretazione sintetica.

    Dalla nascita di Enoc al Diluvio Universale

    Epistola di Enoch 43,[3] E prese, allora, Enoc a parlare dai libri e disse: "Io sono stato generato il settimo, nella prima settimana, mentre la giustizia e la legge tardavano (a venire).

    [4] E vi sarà, dopo di me, nella seconda settimana, gran cattiveria, l'astuzia germinerà e, in essa, vi sarà il primo compimento e, in essa, si salverà l'uomo e, dopo che sarà finito, crescerà l'ingiustizia ed (Egli) farà una legge per i peccatori.

    [5] E, dopo di ciò, nella terza settimana, alla sua fine, sarà scelto l'uomo per la pianta del giudizio di giustizia e, dopo di lui, verrà la pianta di giustizia eterna.

    Il Tempio

    Epistola di Enoch 43,[6] E, dopo di ciò, nella quarta settimana, alla sua fine, si vedranno visioni di santi e di giusti e sarà fatta la Legge ed un recinto per le generazioni future.

    I regno di Israele, la nascita di Gesù e la diaspora

    Epistola di Enoch 43,[7] E, dopo di ciò, nella quinta settimana, alla sua fine, sarà costruita, per sempre, la casa della gloria del regno. [8] E dopo di ciò, nella sesta settimana, quelli che sono in essa saranno tutti ciechi e il cuore di tutti sarà dimenticato dalla sapienza e, in essa, ascenderà un uomo e, alla sua fine, la casa del regno arderà nel fuoco e tutta la stirpe della radice eletta sarà dispersa.

    Gli ultimi tempi

    Epistola di Enoch 43,[9] E dopo di ciò, nella settima settimana, sorgerà una generazione perversa e (saranno) molte le sue azioni, e tutte le sue azioni (saranno) perversità. [10] Alla sua fine saranno premiati i giusti scelti dalla pianta di giustizia eterna, quelli (cioé) cui sarà dato il settuplo della dottrina (più che) a ogni sua creatura . [11] Perché chi é, (di fra) tutti i figli degli uomini , che possa udire la voce del Santo e non si agita? Chi é che possa, la sua mente , pensare e chi é che possa osservare tutte le opere del cielo? [12] Chi é che possa conoscere le opere del cielo e possa vederne l'anima o lo spirito e possa parlar(ne) o salire e vedere tutti i loro confini e conoscerli o, almeno, agire come loro? [13] Chi é, (di) tutti gli uomini, che possa conoscere come é l'ampiezza e la lunghezza della terra ed a chi mai é apparsa la dimensione di tutte loro? [14] Oppure vi é, (di) tutti gli uomini, chi possa conoscere la lunghezza del cielo e come é la sua altezza e su che esso é fondato e quanto é il numero delle stelle e dove tutte le luci si riposano?.

    Purtroppo la profezia, che pare riguardare i nostri tempi, é ricca di domande ma priva di risposte anche se lascia intravedere una possibile soluzione nella distribuzione di parte della sapienza e della conoscenza tra i giusti indicando, indirettamente, nella personale ricerca la strada maestra per essi.

    Una rara immagine di Melckisedek nell'arte : la cattedrale di Chartres

    Per chiudere questa piccola ricerca sulla funzione di questo straordinario precursore messianico non possiamo non ricordare una enigmatica raffigurazione del personaggio che ritroviamo nella cattedrale di Chartres.

    Mechisedec é posto al primo posto tra i padri veterotestamentari, a lui seguono Abramo, Mosè Samuele e Davide.

    E' interessante notare che Melchisedec tiene tra le mani una coppa che raffigura, chiaramente, il Graal e, seppure assente nella raffigurazione, ricollega chiaramente la sua funzione sacerdotale a quella di Gesù attraverso la cena eucaristica.



    Il sacerdozio eterno apre a sinistra e termina a destra con la stirpe regale eterna, quella di Davide: Gesù, anche non raffigurato, rappresenta la sintesi e la Chiave di Lettura di questa raffigurazione.

    Appare emblematico il fatto che la coppa con il sangue e quindi la discendenza di sangue sia affidata a Melchisedec.


      La data/ora di oggi è Lun Ott 23 2017, 09:15